Aritmologia in Campania

Elettrofisiologia Cardiaca

Studio elettrofisiologico transesofageo (SETE) ed endocavitario (SEE)

L.Santangelo; E. Ammendola.
Seconda università di Napoli, Dip. Cardiologia, A.O. Monaldi.

Lo studio elettrofisiologico è un esame che studia il sistema elettrico del cuore, responsabile dell´origine e della conduzione degli impulsi elettrici che permettono al cuore di contrarsi e svolgere la propria funzione. Quando il sistema elettrico del cuore presenta delle anomalie possono verificarsi delle aritmie cardiache intese sia con accelerazioni ,regolari o irregolari dei battiti, che ,al contrario, con rallentamenti della frequenza cardiaca. Entrambe queste condizioni possono causare al paziente una sintomatologia pressoche’ sovrapponibile; infatti potranno essere riferite palpitazioni, dispnea cioe’ difficoltà nel respiro, astenia , vertigini,e , talora transitorie perdite di coscienza.
Lo studio elettrofisiologico risulta essere, pertanto, un utile approfondimento per avvicinarsi alla diagnosi precisa del meccanismo e della sede della eventuale aritmia sottostante a tale sintomatologia e, di conseguenza , rappresenta la base per una corretta terapia.
Tecnicamente lo studio elettrofisiologico può essere condotto sia per via trans esofagea (SETE) oppure per via endocavitaria (SEE).
Nel primo caso, (SETE), l´esame avviene tramite un sondino che si inserisce dal naso e che viene posizionato all´altezza del cuore restando sempre nell´esofago. Da esso vengono emessi impulsi elettrici che possono sollecitare l’attività elettrica cardiaca eventualmente inducendo l’aritmia, e contemporaneamente si registrano i potenziali elettrici degli atri e dei ventricoli aumentando l’accuratezza diagnostica, Nel secondo caso, (SEE) lo studio si effettua introducendo delle sonde (cateteri) attraverso la vena femorale e, se necessario, attraverso la vena succlavia per registrare i potenziali elettrici dalle cavità del cuore destro e attraverso l’arteria femorale per raggiungere il ventricolo sinistro. I cateteri vengono spinti fino al cuore sotto la guida dei raggi x e posizionati nell’atrio destro, nel ventricolo destro, e nel seno coronarico per registrare, ed eventualmente stimolare , l´attività elettrica del cuore. Elaborando i dati con opportuni sistemi di mappaggio si possono evidenziare i substrati anatomici responsabili dell’aritmia e di verificare l´efficacia dei farmaci nel controllare le aritmie. La durata dell’esame è in media di 30-45 minuti. Al termine in base ai risultati dello studio si possono verificare diverse condizioni:
1) Lo studio elettrofisiologico non evidenzia alcuna aritmia. È possibile che i sintomi non siano dovuti a disturbi del sistema elettrico del cuore.
2) L’aritmia può essere eliminata tramite l´ablazione transcatetere mediante radiofrequenza. Qualora necessaria e possibile, sarà la prima opzione proposta.
3) L’aritmia non può essere eliminata con gli interventi sopra descritti. In tal caso verrà prescritta una terapia farmacologica.