Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per funzionalità quali la raccolta di dati statistici in forma aggregata e la visualizzazione di contenuti multimediali provenienti da altri siti web. Se non acconsenti all'utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili. Per maggiori informazioni consulta la consulta la cookie policy, continuando a navigare, scrollando la pagina o cliccando su un qualsiasi elemento acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

Acconsento

Aritmologia in Campania

Nel Cuore e nell’Arte

Presentazione al Convegno del Dr. Vincenzo De Luca - Amministratore delegato della Clinica Montevergine

La categoria dei medici è oggi assai vituperata e criticata, spesso a ragione, non solo per ragioni di incompetenza o malpratice, ma anche per evidenti carenze culturali ed intellettuali che ci rendono incapaci di creare una piena ed empatica comunicazione con il malato. Volendo utilizzare un’espressione forte diremmo che ci siamo trasformati da professionisti in mestieranti, da fedeli seguaci di Ippocrate in tecnocrati o peggio burocrati.
Bisogna dunque ringraziare il Prof. Francesco Solimene per aver organizzato questo incontro al fine di riaffermare l’importanza per noi medici di fondere le competenze scientifiche alle conoscenze umanistiche, alla cultura e all’arte.
Personalmente ho avuto la fortuna di avere come maestro un grande chirurgo, Ennio Muntoni, allievo di Valdoni, che ogni giorno in Sala Operatoria ci ricordava, parlando in latino e commentando Dante ed Hegel o citando Averroè e Pascal, quanto fosse importante la cultura nella nostra professione e l’arte in ogni sua espressione come fonte di continua ispirazione e come strumento per sviluppare la fantasia e l’intuizione. Elementi questi ultimi, importanti, se non addirittura indispensabili nella pratica clinica.
Tale sua convinzione si manifestava costantemente nell’autorevolezza, l’educazione e la gentilezza con cui ogni giorno si rapportava sia con i suoi collaboratori che con i malati, in netto contrasto con l’autoritarismo, il linguaggio grossolano e l’insensibilità di tanti altri illustri colleghi.
Che la medicina debba molto all’arte è dimostrato dal fatto che il passaggio dalla fase empirica della nostra professione a quella scientifica e razionale è strettamente collegata agli studi anatomici dei grandi artisti rinascimentali, primo tra tutti Leonardo da Vinci, ed alle grandi opere sul tema, ad esempio le "Lezioni di Anatomia" di Rembrandt, che sanciscono il connubio tra arte e scienza, rendendo quest’ultima pubblica e maggiormente accessibile in modo da contribuire al superamento dei pregiudizi religioni ed etici e favorire l’affermazione della più moderna ricerca applicata.
Coltivare la conoscenza, la cultura e l’arte quindi significa possedere strumenti capaci di umanizzare la nostra attività medica, superando il semplice tecnicismo scientifico ed aiutandoci a comprendere maggiormente i bisogni dei nostri assistiti per dare risposte alle loro aspettative, non solo di salute, ma anche psicologiche, sociali, di sicurezza ed attenzione.

Torna alla lista di news di Aprile 2015