Aritmologia in Campania

Sala operatoria e formazione senza più frontiere

In sala operatoria nella quale, in modalità virtuale, si alternano i migliori chirurghi internazionali e si formano generazioni di nuovi specialisti, osservando il paziente dal punto di vista dell’operatore, pur trovandosi a migliaia di chilometri di distanza.

A Maddaloni, comune di poco meno di 38mila abitanti in provincia di Caserta, sorge un Polo di altissima specializzazione, la Clinica San Michele, dove il futuro sembra essere già presente. La struttura ha infatti avviato un importante programma di sanità digitale, basato in larga parte sulla realtà aumentata, che consente di condividere esperienze di pratica clinica e competenze con 5 centri ospedalieri europei di primissimo piano.

«Le tecnologie che adoperiamo ci consentono, tramite la realtà aumentata, di connettere persone che sono fisicamente in luoghi differenti con una sala operatoria nella quale si sta svolgendo attività chirurgica», spiega Antonio De Simone (responsabile del laboratorio di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione che, dopo il San Raffaele, è stato il primo laboratorio ad avere sistemi di mappaggio ad altissima densità.
Mentre oggi, grazie ad un device che integra trasmissione audio-video in modalità wireless, si aggiunge il sistema di realtà aumentata.
«Con questo dispositivo indossato dal chirurgo, specialisti da ogni parte del mondo possono “essere” in sala operatoria e vedere il paziente esattamente come lo vede chi maneggia il bisturi ».

L’obiettivo è duplice, e apre ad un’infinità di applicazioni.
«Il sistema - prosegue De Simone - ha sia una finalità formativa, sia di collaborazione in campo chirurgico».
In questo momento, ad esempio, alla Clinica San Michele si stanno formando diversi bio-ingegneri che seguono dal vivo le procedure, pur trovandosi a migliaia di chilometri di distanza. Allo stesso modo «la realtà aumentata può essere impiegata per mettere in collegamento più operatori con skill differenti che possono così apprendere o trasmettere informazioni. Abbiamo in essere - conclude il primario - un progetto pilota con il quale mettiamo in collegamento tre strutture del nostro centro così da avere un’interazione e un aggiornamento in tempo reale di ciò che si fa nei tre hub».

Esperienze che dimostrano come alla Clinica San Michele si porti avanti una visione della medicina che si basa sull’implementazione tecnologica e sulla formazione continua del personale.

«Il nostro obiettivo - conferma Lidia Barletta, membro del Consiglio di Amministrazione e coordinatore scientifico della clinica - è quello di sviluppare e introdurre in maniera costante tecniche chirurgiche d’avanguardia, per dare vita alla sanità del futuro. Una sanità che consente di mettere a confronto grazie alla realtà aumentata professionisti con diverse capacità; oppure di cancellare la distanza fisica tra medici e pazienti. È quest’impegno che ci ha consentito nel tempo di affermarci come eccellenza sanitaria del Sud, non solo in termini di competenze e nei processi di formazione scientifica».

Tra le aree d’eccellenza c’è poi la robotica, con l’impiego della piattaforma "ROSA Knee che supporta le équipe chirurgiche durante gli interventi, consentendo il posizionamento ottimale della protesi del ginocchio.
O ancora, l’eccezionale sistema di monitoraggio a distanza di tutti i pazienti che abbiano avuto l’impianto di un pacemaker, di un defibrillatore o di un sistema di re-sincronizzione. Soluzione che consente di evitare gli spostamenti e, in questa fase pandemica, di contenere il rischio di contagio.

Grazie a questa capacità di guardare avanti, la Clinica San Michele è stata scelta per progetti di collaborazione con le più prestigiose università internazionali mirati allo sviluppo di nuove tecnologie chirurgiche, portando Maddaloni un passo avanti nel futuro.

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