Aritmologia in Campania

Elettrofisiologia Cardiaca

Ablazione della fibrillazione atriale

Risultati a lungo termine

Quando con l’ablazione trans catetere vengono trattati pazienti affetti da anomalie congenite del sistema di conduzione cardiaco, come il fascio di Kent o la doppia via nodale, il risultato acuto si correla con l’assenza di recidive di aritmie durante il follow-up in oltre il 95% dei pazienti.

Pertanto è ragionevole considerare “curati” i pazienti che con sindrome di WPW o con tachicardia reciprocante nodale vengono sottoposti con successo all’ablazione trans catetere. Per la FA lo scenario è diverso in quanto nella sua patogenesi entrano svariati fattori (dal substrato, ai triggers, al tono autonomico) ma soprattutto essi si evolvono nel tempo. Basti pensare infatti alla fibrosi atriale (che costituisce il principale determinante della dispersione della velocità di conduzione e delle refrattarietà in atrio sinistro), idiopatica o secondaria all’ipertensione, valvulopatie, coronaropatie, miocardiopatie, etc, che può progredrire negli atri indipendentemente dal risultato della procedura ablativa.

Ne consegue che l’ablazione della FA non possa essere considerata come un intervento “curativo”, ma piuttosto palliativo, perché, come l’angioplastica coronarica, è gravata da un elevata percentuale di recidive (fino al 50% ad un follow-up superiore a 5 anni) anche nei pazienti che ad un anno dall’ablazione non presentavano più fenomeni aritmici (1,2).

Bibliografia
1) Bertaglia E, Tondo C, De Simone A, et al. Does catheter ablation cure atrial fibrillation? Single-procedure outcome of drug-refractory atrial fibrillation ablation: a 6-year multicentre experience. Europace 2010;12:181–7.
2) Tzou WS, Marchlinski FE, Zado ES, et al. Long-Term Outcome After Successful Catheter Ablation of Atrial Fibrillation. Circ Arrhythm Electrophysiol 2010;3:237-42.