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Aritmologia in Campania

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Elettrofisiologia Cardiaca

Cardioversione elettrica

Transesofagea ed endocavitaria

CARDIOVERSIONE ELETTRICA TRANSESOFAGEA

La CE transefageo può essere eseguita attraverso 3 diverse modalità:
1. Classica: con un unico elettrocatetere esofageo in cui lo shock è sincronizzato tra le coppie prossimali e distali
2. Intra-extracardiaca: in cui lo shock è erogato attraverso un dipolo formato da un elettrodo inserito in esofago e un altro posizionato all’interno del cuore attraverso una puntura venosa
3. Esofago-precordiale: in cui lo shock bifasico è erogato attraverso un dipolo formato da una coppia di elettrodi posti su un catetere inserito in esofago e un altro formato da una o due placche posizionate sulla superficie del torace.
La CE transesofagea richiede una minore quantità di energia rispetto alla CE transtoracica.
Rispetto alla CE transtoracica, che è di prima scelta, la CE transeofagea è presa in considerazione qualora si intenda evitare l’anestesia generale. Va però sottolineato che anche la CE transtoracica può essere seguita senza anestesia generale, in “sedazione cosciente”, senza anestesista in sala ma solo in stand-by all’interno della struttura sanitaria e in regime di Day-Hospital.
E’ invece da ritenersi utile i quei pazienti con elevata impedenza toracica (obesi, enfisematosi) nei quali la soglia di defibrillazione può essere particolarmente elevata. La possibilità di stimolare l’atrio attraverso l’esofago consente inoltre di poter intervenire in caso di bradicardie marcate post-shock.

CARDIOVERSIONE ELETTRICA ENDOCAVITARIA

Prevede l’introduzione di 3 elettrocateteri inseriti nelle camere cardiache attraverso la puntura di una vena periferica, generalmente la vena femorale.
Rispetto alla CE transtoracica prevede energie minori, ha una efficacia più elevata e non richiede anestesia generale.Va però effettuata necessariamente in un laboratorio di elettrofisiologia da parte di medici specializzati in tecniche di cateterismo cardiaco. Per questo ha un uso estremamente limitato, anche legato alla attuale elevata percentuale di successo sia della CE esterna bifasica che della CE transesofagea, entrambe eseguibili in regime di Day Hospital e senza anestesia generale.