Mentre per la estrazione di cateteri per patologie non infettive l’intervento andrebbe programmato al più presto una volta posta l’indicazione, nelle infezioni dei CIED esistono tre diversi approcci temporali: urgente, precoce o dilazionato. Il primo approccio consiste nella rimozione immediata del device, prima della diagnosi microbiologica e dopo inizio di una terapia antimicrobica empirica; il secondo, invece, prevede una fase iniziale di terapia antibiotica, prima empirica e poi mirata dopo l’ottenimento delle colture, per eliminare la batteriemia, fronteggiare lo stato settico e ridurre la carica batterica nella vegetazione; la terza opzione è quella di prolungare la terapia antibiotica, anche a domicilio e per via orale, associandola ad una terapia anticoagulante, per un periodo di 4-8 settimane, ed intervenire quando il processo è quasi del tutto spento e la vegetazione si è possibilmente ridotta di dimensioni. La scelta dell’approccio ottimale è frutto di una valutazione collegiale tra specialisti di diversa provenienza e deve essere individualizzata.
