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Aritmologia in Campania

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Elettrostimolazione Cardiaca

Valutazione diagnostica e stratificazione non invasiva del rischio aritmico

Test da sforzo cardiopolmonare

La misurazione del consumo di ossigeno (VO2) di picco consente una buona stratificazione prognostica dei pazienti con scompenso cardiaco da ogni causa: la mortalità totale aumenta al ridursi di VO2 max. Un valore di VO2 <10 ml/kg/min è considerato tra i fattori per
l’inserimento in lista di attesa per trapianto. Non esistono, però, dati in letteratura che indichino
un suo ruolo per la stratificazione del rischio di morte improvvisa aritmica dopo IMA.

ECG ad alta risoluzione (Signal Averaging, ECG-SAECG)
Tale metodica permette di rilevare segnali elettrici di bassa ampiezza ed elevata frequenza tra la fine del QRS e l’inizio del tratto ST: si tratta dei potenziali tardivi ventricolari (PTV). La registrazione dei PTV viene effettuata con software dedicato. Il paziente deve rimanere rilassato e in posizione supina per tutto l’esame (20-25 min). Movimenti o tremiti provocano artefatti da miopotenziali. Luci al neon e trasformatori elettrici possono provocare rumore. I PTV nel postinfarto sono considerati un marker di instabilità elettrica predittivo di aritmie ventricolari “life threatening”: sono il substrato elettrofisiologico di aritmie da rientro originanti nelle zone di confine tra miocardio necrotico e sano. Essendo espressione di un substrato aritmogeno da rientro, i PTV sono soprattutto correlati alla comparsa di TV sostenuta monomorfa
dopo un IMA, meno alla comparsa di FV. Nel postinfarto, il numero di falsi negativi per PTV
è basso (elevato valore predittivo negativo), mentre sono molti i falsi positivi (valore predittivo positivo basso). L’importanza prognostica della valutazione dei PTV nei soggetti con pregresso infarto è legata, quindi, all’elevato potere predittivo negativo: se i PTV sono assenti il rischio aritmico del paziente non è verosimilmente elevato. Il riscontro isolato di PTV è di scarso
rilievo se mancano altri indicatori di rischio aritmico (TWA, HRV, FE, ecc.) e ha una predittività positiva non elevata (ACC Expert Consensus Document, JACC 1996).