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Aritmologia in Campania

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Elettrostimolazione Cardiaca

Tecnica di impianto e complicanze perioperatorie

dr. Antonio De Simone, dr. Vincenzo La Rocca, dssa Assunta Iuliano* Clinica San Michele (Maddaloni,CE)- Clinica Mediterranea* (Napoli)

IMPIANTO DI PACEMAKER (PMK) (monocamerale e bicamerale)

L’impianto si esegue con paziente sveglio. L’ anestetico locale viene somministrato nel sottocutaneo della regione sottoclaveare. La puntura della vena succlavia si effettua a cielo coperto, a livello della giunzione tra il terzo mediale ed i due terzi laterali del corpo clavicolare. Si procede, sotto controllo fluoroscopio, ad inserire attraverso la vena prescelta (succlavia o cefalica, quest’ultima isolata a cielo aperto) un elettrocatetere la cui estremità distale viene posizionata all’apice del ventricolo destro (PMK monocamerale), mentre per i PMK bicamerali si aggiunge un secondo elettrocatetere la cui estremità viene alloggiata nell’ auricola dell’ atrio destro. Una volta valutata la corretta posizione dei cateteri nelle camere cardiache si collega la loro estremità prossimale al pacemaker, collocato poi in una “tasca” sottocutanea ottenuta scollando la cute dal piano muscolare sottostante. La piccola ferita chirurgica viene chiusa con punti di sutura. Il paziente dopo 24 ore di riposo a letto ed immobilizzazione della spalla sinistra, potrà mobilizzarsi.
Le complicazioni durante l’applicazione del pacemaker sono estremamente rare e generalmente reversibili, ma in rari casi richiedono un trattamento farmacologico o chirurgico. Le possibili complicanze post-operatorie includono: pneumotorace, tachicardie parossistiche, lesioni vascolari, o delle strutture cardiache, versamento siero-ematico nella tasca sottocutanea sede del pacemaker, erosione della cute sovrastante lo stimolatore o gli elettrocateteri, trombosi delle vena succlavia oppure ascellare, infezioni localizzate o sistemiche, malfunzionamento della stimolazione cardiaca per spostamento degli elettrocateteri o avaria del pacemaker.