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Aritmologia in Campania

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Elettrofisiologia Cardiaca

Tachiaritmie in età pedriatica: definizioni,indicazioni all’ablazione e trattamento farmacologico

Tachicardia da rientro nodale in età pediatrica

La tachicardia da rientro nodale costituisce un classico esempio di tachicardia da rientro. Per anni si è creduto che il circuito fosse sostenuto da un rientro totalmente localizzato all’interno del nodo AV, sede di una dissociazione funzionale in sede longitudinale.
Grazie alle acquisizioni ottenute con l’ablazione transcatetere si ritiene che nei pazienti che soffrono di tali aritmie il nodo atrio-ventricolare possiede due connessioni con l’atrio circostante: una veloce localizzata subito a monte del fascio di His, l’altra lenta situata lungo l’inserzione della tricuspide di fronte all’imbocco del seno coronarico. La tachicardia da rientro nodale è la più frequente forma di tachicardia sopraventricolare nell’età adulta.
E’ veramente inusuale fino ai 5 anni di età.

La sua incidenza aumenta progressivamente dall’adolescenza fino alla terza decade di età quando raggiunge il suo picco, rappresentando fino ai 2/3 di tutte le forme di tachicardie parossistiche sopraventricolari. Si manifesta in pazienti senza cardiopatia organica, con sintomi caratteristici dovuti all’esordio e fine improvvisa della tachicardia.

Dal punto di vista elettrocardiografico è caratterizzata dall’impossibilità di localizzare al tracciato di superficie l’attività atriale, in quanto l’onda P è fusa nel QRS. L’attività atriale, localizzata all’interno del QRS può essere invece agevolmente dimostrata mediante la registrazione trans esofagea. Per quanto riguarda le indicazioni all’ablazione trans catetere, questa può raccomandata nei bambini sintomatici, e comunque di età non inferiore ai 10-12 anni, in caso di sintomatologia grave nonostante terapia o particolare scarsa compliance o severi effetti collaterali o avversi alla terapia farmacologica.