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Aritmologia in Campania

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Elettrofisiologia Cardiaca

Tachiaritmie in età pedriatica: definizioni,indicazioni all’ablazione e trattamento farmacologico

Fenomeni aritmici sono particolarmente frequenti in età neonatale e pediatrica e rappresentano una delle principali cause di ospedalizzazione in reparti specialistici di cardiologia pediatrica. In taluni casi l’insorgenza dei fenomeni aritmici può avvenire già in epoca fetale ed essere riscontrata occasionalmente nel corso dei controlli ecografici strutturali o ecocardiografici fetali.

Le aritmie riscontrate in epoca neonatale o pediatrica presentano ampio range di complessità variando da “semplici” extrasistoli atriali e ventricolari, isolate o ripetitive talora determinanti fenomeni aritmici persistenti da esaltato automatismo, a fenomeni legati a “rientro” attraverso vie anomale preformate o acquisite (per lo più post-chirurgiche): tachicardia da rientro nodale, tachicardia da rientro AV da fascio anomalo a conduzione retrograda o anterograda (sindrome di Wolff-Parkinson-White), tachicardia da rientro intra-atriale .

Altre aritmie cardiache, particolarmente a rischio, perché potenzialmente responsabili di tachicardie ventricolari anche del tipo torsione di punta e/o fibrillazione ventricolare, sono le cosiddette “canalopatie”, ovvero condizioni, geneticamente determinate, caratterizzate da anomalie di funzione dei canali ionici: sindrome del QT lungo congenito, sindrome del QT corto, sindrome di Brugada. Ulteriore aritmia ventricolare potenzialmente maligna in età pediatrica, geneticamente caratterizzata, ma non dipendente da anomalie dei canali ionici, è la tachicardia ventricolare polimorfica catecolaminergica.