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Scompenso cardiaco

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L’Insufficienza Cardiaca (meglio nota come Scompenso Cardiaco) è una patologia nella quale il cuore non riesce a fornire il sangue in quantità adeguata rispetto all’effettiva richiesta dell’organismo. Diverse anomalie della struttura e della funzione del cuore possono portare a questa malattia, e volendo sintetizzare l’Insufficienza Cardiaca è la complicanza più importante di ogni cardiopatia.
E’ una patologia molto comune, ne risulta affetto il 3 % della popolazione generale, il 10 % se si considerano solo soggetti con età maggiore di 65 anni.
Lo Scompenso Cardiaco può essere caratterizzato da numerosi sintomi di cui il principale è la difficoltà nel respirare (detta anche dispnea) che si può manifestare in maniera più accentuata quando si assume la posizione supina (ortopnea). Inoltre possono essere presenti : stanchezza, tosse, affaticamento durante esercizio fisico e aumento di dimensioni delle caviglie (edemi declivi).
La terapia consiste in modifiche dello stile di vita (come ad esempio la riduzione dell’apporto di sale con la dieta), somministrazione di farmaci specifici (ACE-Inibitori, Sartanici, Beta-Bloccanti, Antagonisti dell’Aldosterone, Diuretici, questi ultimi utili principalmente nella risoluzione dei sintomi), nell’impianto di dispositivi di tipo elettrofisiologico (Defibrillatori, Terapia Resincronizzante).
L’introduzione delle terapie sovra citate ha notevolmente migliorato la sopravvivenza dei pazienti con Scompenso Cardiaco, che in alcuni casi possono convivere con la patologia per molti anni.
Nonostante questo vistoso balzo in avanti compiuto dalla medicina nel trattare questo tipo di ammalati rimane tuttavia alta la mortalità e la morbilità dei pazienti affetti da scompenso cardiaco. D’altro canto da alcune evidenze scientifiche risulta che nei pazienti con Scompenso Cardiaco siano presenti delle alterazioni di tipo ormonale-metabolico che possono essere concettualizzate in un aumento di tutti gli ormoni di tipo catabolico (ovvero quelli che provvedono a consumare i carburanti energetici) a discapito di una diminuzione di quelli anabolici (quelli che provvedono ad immagazzinare un numero maggiore di carburante energetico). In sostanza nei pazienti con Insufficienza Cardiaca si assiste ad una iperattivazione energetica che risulta essere sfavorevole durante il decorso della malattia sia in termini di qualità della vita sia in termini di sopravvivenza. Una caratteristica dello Scompenso Cardiaco che supporta questa osservazione è il cosiddetto BMI paradox, ovvero lo Scompenso Cardiaco è l’unica malattia cardiaca nella quale la sopravvivenza è peggiore nei soggetti che pesano di meno.
Il nostro gruppo di ricerca si propone da anni di studiare questo tipo di alterazioni e di proporre l’eventualità di una terapia ormonale sostitutiva nei pazienti con Scompenso Cardiaco al fine di migliorare sia la qualità di vita che la sopravvivenza di questo tipo di pazienti.

Antonio Cittadini

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