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Aritmologia in Campania


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Rischi della terapia con antiaritmici e ablazione transcatere - 18.01.2012

Con il propafenone 150mg x3 l’aritmia è cessata, ma preferirei non seguire
la terapia medica, ma eseguire l’ablazione transcatetere a radiofrequenza.

Quali sono i rischi della terapia con antiaritmici e quali quelli
dell’ablazione transcatere?
Sesso mashile di 59 anni, 68 kg., normoteso, non cardiopatie coronariche
pregresse, non dislipidemie, abuso di LORAZEPAM da 30 anni.

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Commenti

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    Antonio De Simone

    caro signore,
    rispondere brevemente a questa domanda è praticamente impossibile essendo la risposta legata ad una serie di spiegazioni che è meglio fare di persona.
    Posso brevemente sottolineare che i farmaci antiaritmici hanno tutti dei potenziali effetti collaterali, soprattutto l’amiodarone, che ne sconsigliano l’utilizzo per periodi prolungati. inoltre spesso l’effetto di prevenzione tende a perdersi nel tempo.
    Per quanto riguarda l’ablazione essa comporta dei rischi legati all’inserzione dei cateteri ma questi in mani esperte sono quasi completamente inesistenti; per quanto riguarda l’applicazione di radiofrequenza il rischio maggiore è legato alla possibilità di danneggiare il sistema di conduzione principale, in particolare il nodoatrioventricolare. tale rischio è però limitato a quei pochissimi casi in cui il substrato aritmogeno da eliminare è sovrapposto al nodoatrioventricolare.
    Direi che la scelta fra eseguire o meno l’ablazione, nel suo come negli alltri casi, dipende da un mix di fattori fra cui contano molto la frequenza degli episodi, la tollerabilità degli stessi (che in genere peggiora col tempo), l’avversione del paziente ad assumere costantemente farmaci, la sensibilità del medico curante e la fiducia che si nutre nei confronti dello specialista aritmologo. Leggendo la sua mail mi viene da chiederle se l’abuso di lorazepam non sia dovuto alla paura delle tachicardie, il che da solo giustificherebbe l’esecuzione dell’ablazione.

    Cordiali saluti