Aritmologia in Campania

Il portale delle aritmie cardiache

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Indicazioni all’impianto permanente di dispositivi aventi funzione pace-maker

Patologie aritmiche per l’impianto dei PMK definitivi

Per l’impianto dei PMK definitivi identifichiamo le seguenti patologie aritmiche:

1) Blocco AV a seguito di infarto miocardico
2) Blocco AV acquisito in pazienti adulti
3) Blocchi fascicolari cronici
4) Malattia del Nodo del Seno
5) Stimolazione atriale per la prevenzione di aritmie atriali
6) Stimolazione atriale per l’interruzione di aritmie atriali
7) Stimolazione atriale in FA permanente con bassa risposta ventricolare
8) “Ablate & Pace”
9) Sincope Neuro-mediata
10) Stimolazione nell’infanzia, adolescenza e nelle patologie congenite

1) Blocco AV a seguito di infarto miocardico: Blocco AV di III grado o di II grado avanzato, permanente o parossistico, a qualsiasi livello anatomico (nodale AV, hisiano, sotto-hisiano) associato a una o più delle seguenti condizioni, in classe I di raccomandazione:

  • Bradicardia associata a sintomi (inclusi segni clinici di scompenso cardiaco), verosimilmente legati alla presenza del blocco AV (livello evidenza C);
  • Aritmie cardiache o altre situazioni patologiche che richiedano trattamento con farmaci che causano bradicardia sintomatica, per riduzione dell’automatismo del focus di scappamento (livello evidenza C);
  • Documentazione di asistolia ≥3 secondi o ogni tipo di ritmo di scappamento con frequenza cardiaca inferiore a 40 bpm in pazienti svegli e senza sintomi (livello evidenza B e C)
  • Blocco AV di III grado da ablazione della giunzione AV “Ablate and Pace” (livello evidenza B e C)
  • Blocco AV post-operatorio, che non regredisce dopo intervento cardiochirurgico dopo almeno 10-15 giorni di tempo (livello evidenza C)
  • Blocco AV di III grado o di II grado avanzato, permanente o parossistico, a qualsiasi livello anatomico (nodale AV, hisiano, sottohisiano) associato a una o più delle seguenti condizioni:
    • malattie neuromuscolari con blocco AV, tipo distrofia muscolare miotonica, sindrome di Kearns-Sayre, distrofia di Erb ed atrofia muscolare peroneale, per l’imprevedibile progressione verso disturbi della conduzione AV (livello evidenza B);
    • tachicardia ventricolare bradicardia dipendente.
  • Blocco AV di II grado con bradicardia sintomatica, indipendentemente dalla sede del blocco (livello evidenza B).
  • Blocco AV di II grado tipo 2, asintomatico.
  • Blocco AV di II grado tipo 2:1, asintomatico, se a sede infranodale.
  • Blocco AV di II grado tipo I, asintomatico, in cui allo studio elettrofisiologico si documenti la presenza di blocco intrahisiano o sottohisiano.
  • Blocco AV di III grado asintomatico con frequenza ventricolare media <50 bpm, cardiomegalia o disfunzione ventricolare sinistra (livello evidenza B e C).

E nelle seguenti patologie in Classe II di raccomandazione:

  • Blocco AV II grado 2:1, non persistente, a QRS stretto e a sede nodale (livello evidenza C)
  • Blocco AV di I o II grado con sintomatologia analoga alla sindrome da pacemaker (livello di evidenza B)
  • Blocco AV di I grado marcato (>0.30 sec) in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra e sintomatici per scompenso cardiaco, nei quali la stimolazione sequenziale con intervallo AV inferiore comporti un miglioramento emodinamico (livello di evidenza C)
  • Patologie neuromuscolari tipo distrofia muscolare miotonica, sindrome di Kearns-Sayre, distrofia di Erb, e atrofia muscolare peroneale con qualsiasi grado di blocco AV (incluso blocco atrioventricolare di I grado), con o senza sintomi, per la possibile ed imprevedibile progressione del disturbo della conduzione AV (livello evidenza B)

2) Blocchi AV post-Infarto, in Classe I di raccomandazione:

  • Blocco AV di II grado a livello sottohisiano, persistente con blocco di branca bilaterale o blocco AV di III grado intra o sotto-hisiano postinfarto (livello evidenza B).
  • Blocco AV avanzato (II o III grado), transitorio, associato a turbe della conduzione intraventricolare (livello evidenza B).
  • Blocco AV di II o III grado, persistente, sintomatico (livello evidenza C).

in Classe II di raccomandazione:

  • Blocco AV di I-II grado sopra-hisiano, non sintomatico (livello evidenza B).

3) Blocchi fascicolari cronici, in I classe di raccomandazione:

  • Blocco di branca alternante (livello evidenza C).
  • Blocco bifascicolare con BAV di II Mobitz II o di III grado intermittenti.

In II classe di raccomandazione:

  • Sincope di natura indeterminata in cui siano escluse altre cause, in particolare TV (livello evidenza B).
  • Riscontro allo SEF di HV ≥100 msec o di BAV sottohisiano indotto da pacing (livello evidenza B).
  • Malattie neuromuscolari es. distrofia muscolare miotonica, sindrome di Kearns-Sayre, distrofia di Erb, atrofia muscolare peroneale, in presenza di qualsiasi grado di blocco fascicolare, in presenza o assenza di sintomi, a causa dell’imprevedibilità della progressione della malattia (livello evidenza C).

4) Malattia del Nodo del Seno

Classe I:

  • Malattia del nodo del seno con bradicardia sintomatica documentata e/o frequenti pause sinusali che producono sintomi (livello evidenza C).
  • Bradicardia sinusale sintomatica indotta da terapia farmacologica essenziale per la quale non esistono alternative accettabili (livello evidenza C).
  • Incompetenza cronotropa sintomatica (livello evidenza C).

Classe II

  • Bradicardia sinusale fissa con frequenza inferiore a 40 bpm, spontanea o indotta da terapia farmacologica essenziale, quando una chiara correlazione fra sintomi compatibili con la bradicardia e la bradicardia stessa non è stata documentata (livello evidenza C).
  • Bradicardia sinusale fissa con frequenza diurna inferiore a 30 bpm, minimamente sintomatica (livello evidenza C).

5) Stimolazione atriale per prevenzione della fibrillazione atriale

Classe I:

  • Fibrillazione atriale recidivante in pazienti con malattia del nodo del seno sintomatica, e indicazioni al pacing antibradicardico (livello evidenza A).

Classe II:

  • Fibrillazione atriale in pazienti con bradicardia sinusale sintomatica indotta dalla terapia antiaritmica (livello evidenza C).
  • Fibrillazione atriale in pazienti in cui la bradicardia sinusale spontanea o indotta dalla terapia antiaritmica facilita le recidive di tachiaritmia (livello evidenza C).
  • Stimolazione atriale multisito in pazienti con fibrillazione atriale refrattaria alla terapia farmacologica e ritardi di conduzione intra-atriale e/o inter-atriale (livello evidenza C).

6) Stimolazione atriale nell’interruzione delle tachiaritmie atriali

Classe I:

  • Tachicardia sopraventricolare o flutter atriale sintomatici, riproducibilmente interrotti dalla stimolazione antitachicardica atriale, quando la terapia farmacologica è inefficace e la terapia ablativa è non applicabile, inefficace o non voluta (livello evidenza C).

Classe II:

  • Tachiaritmie sopraventricolari in pazienti candidati ad impianto di defibrillatore automatico per tachiaritmie ventricolari (nell’ambito di un defibrillatore duale) (livello evidenza C).
  • Tachiaritmie sopraventricolari refrattarie, a carattere persistente, che hanno richiesto cardioversione elettrica in due o più occasioni, in pazienti senza storia di tachiaritmie ventricolari candidati all’impianto di un defibrillatore duale, nei quali la terapia ablativa è non applicabile, inefficace o non voluta (livello evidenza C).

7) Stimolazione atriale nella FA permanente a bassa risposta ventricolare

Classe I:

  • Fibrillazione atriale permanente a bassa risposta ventricolare e/o con pause diurne superiori a 3 secondi, e/o associata a blocco atrio-ventricolare completo, sintomatica, spontanea o indotta da terapia farmacologica essenziale (livello evidenza C).

Classe II:

  • Fibrillazione atriale permanente con pause diurne e/o notturne superiori a 3 secondi, oligosintomatica (livello evidenza C)

8) “Ablate & Pace”

Classe I:

  • Pazienti anziani, con episodi frequenti di fibrillazione atriale parossistica o con fibrillazione atriale cronica ad alta frequenza ventricolare, refrattaria al trattamento farmacologico e accompagnata da sintomatologia severa, giudicata non tollerabile o minacciosa per la vita, quale la sincope o lo scompenso cardiaco (livello evidenza A).
  • Pazienti con cardiomiopatia tachiaritmica nei quali l’ablazione della fibrillazione atriale sia non eseguibile, inefficace o non voluta (livello evidenza B).
  • Pazienti affetti da malattia del nodo del seno tipo bradi-tachi, già portatori di pacemaker o con indicazione all’impianto di pacemaker e con episodi frequenti di fibrillazione atriale ad alta frequenza ventricolare, non sensibile a trattamento farmacologico (livello evidenza C).

Classe II:

  • Pazienti già sottoposti senza successo ad ablazione della fibrillazione, in cui persistano elevate frequenze ventricolari (livello evidenza C).

9) Sincope Neuro-mediata

Classe I:

  • Riscontro di sincope e di risposta cardioinibitoria o mista durante il massaggio del seno carotideo, eseguito in assenza di qualunque farmaco in grado di deprimere la funzione sinusale e/o la conduzione atrio-ventricolare, in pazienti affetti da sindrome del seno carotideo.

Classe II:

  • Sincope vasovagale cardioinibitoria in pazienti con età >40 anni, recidivante (>5 episodi per anno) o condizionante grave traumatismo o accidente

10) Infanzia, adolescenza e pazienti con patologie congenite-1

Classe I:

  • Blocco AV di II grado avanzato o III grado in presenza di bradicardia sintomatica, disfunzione ventricolare sinistra o di stato di bassa portata (livello evidenza C).
  • Disfunzione del nodo del seno sintomatica in presenza di bradicardia inappropriata per l’età (livello evidenza B).
  • Blocco AV di II grado avanzato o III grado post-operatorio che non si prevede poter regredire o che persiste almeno 7-9 giorni dall’intervento chirurgico (livello evidenza B, C).
  • Blocco AV completo congenito associato a ritmo di scappamento a QRS largo, extrasistolia ventricolare complessa o disfunzione ventricolare (livello evidenza B).
  • Blocco AV completo congenito in neonati e lattanti con frequenza ventricolare inferiore a 55 bpm o se in presenza di cardiopatia congenita con frequenza ventricolare inferiore a 70 bpm (livello evidenza B, C).
  • Tachicardie ventricolari sostenute bradicardia dipendenti in presenza o meno di QT lungo (livello evidenza B).

Classe II

  • Sindrome bradi-tachi che necessita terapia antiaritmica a lungo termine (non in presenza di trattamento con digitale) (livello evidenza C).
  • Blocco AV completo congenito dopo il primo anno di vita in presenza di una frequenza cardiaca inferiore a 50 bpm, pause improvvise (due o tre volte il ciclo di base) o in presenza di sintomi suggestivi per incompetenza cronotropa (livello evidenza B).
  • Sindrome del QT lungo in presenza di blocco AV 2:1 o blocco AV di III grado (livello evidenza B).
  • Bradicardia sinusale asintomatica in bambini e adolescenti con cardiopatie congenite complesse e frequenza cardiaca a riposo inferiore a 40 bpm o in presenza di pause maggiori di 3 secondi (livello evidenza C).
  • Pazienti con cardiopatia congenita ed insufficienza di circolo secondaria a bradicardia sinusale o a perdita della sincronia AV (livello evidenza C).
  • Blocco AV di III grado post-operatorio che si risolve permanendo in ritmo sinusale con un blocco bifascicolare residuo (livello evidenza C).
  • Blocco AV completo congenito in neonati, bambini, adolescenti e giovani adulti in presenza di una frequenza cardiaca accettabile, complessi a QRS stretto e funzione ventricolare sinistra normale (livello evidenza B).
  • Malattie neuromuscolari in presenza di blocco AV di qualsiasi grado, con e senza sintomi, essendo imprevedibile la progressione del disturbo di conduzione AV.
DR. Antonio Ruocco

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