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Aritmologia in Campania

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Elettrostimolazione Cardiaca

Disturbi respiratori notturni e aritmie

OSA e Aritmie atriali

Numerosi studi hanno confermato l’incremento di prevalenza di FA in pazienti OSA. Gami et al hanno dimostrato che la prevalenza di OSA era maggiore in un gruppo di pazienti con FA rispetto ad un altro gruppo di pazienti cardiopatici senza pregressi eventi aritmici, afferenti ad un ambulatorio cardiologico. In altri studi si è dimostrato uno stretto rapporto fra frequenza e durata di FA e severità dell’ OSA in termini di AHI e che la presenza di OSA predice il rischio di futuri episodi di FA. Sempre Gami et al, piu recentemente, hanno evidenziato che, in un ampia casistica, in pazienti <65 anni l’OSA rappresenta un predittore indipendente di rischio per FA. Altri autori hanno sottolineato che la durata dell’apnea e il grado di desaturazione, piuttosto che il numero di eventi (AHI) giocano un ruolo fondamentale nello scatenare una aritmia.
L’associazione poi fra OSA e stroke ischemico, mediato proprio dalla maggiore incidenza di FA, è ormai stata consolidata dallo studio Sleep Heart Health anche in OSA lievi-moderati.
L’impatto della FA scatenato dall’OSA è comunque dipendente dal tipo di malattia cardiaca sottostante. La Cardiomiopatia Ipertrofica, ad esempio, è associata ad una elevata incidenza di OSA e prevenire episodi di FA in questi pazienti è importante perché tali eventi risultano clinicamente poco tollerati. (Fig 3)
Recenti studi hanno confermato che la terapia con CPAP è in grado di ridurre drasticamente l’insorgenza di aritmie nei pazienti OSA.