22.10.2012 Registro sull’Estrazione di Elettrocateteri
articolo dell’ Ing. Valeria Violante
L’infezione dei sistemi di elettrostimolazione cardiaca (CDI - Cardiac Device Infection) rappresenta una complicanza della terapia elettrica, e può avere esiti nefasti se non opportunamente e tempestivamente trattata. La letteratura riporta un’incidenza delle CDI compresa tra lo 0.13% ed il 19.9%, nei pacemakers permanenti (PPM), e tra lo 0.0% allo 0.08% nei defibrillatori cardiaci (ICD). Negli ultimi anni, a causa dell’ampliamento delle indicazioni all’impianto, la popolazione affetta da CDI sembra destinata a crescere.
Sono state così sviluppate nuove tecniche che consentono la rimozione transvenosa degli elettrocateteri.
Gli elettrocateteri per stimolazione e defibrillazione sono mantenuti stabili oltre che dai sistemi di fissaggio, anche dalle aderenze fibro-calcifiche che essi contraggono con le pareti vascolari e cardiache che tendono a di venire più tenaci ed estese con il passare del tempo. Le procedure di rimozione transvenosa generalmente sono eseguite in anestesia locale, sotto controllo fluoroscopico, assicurando il monitoraggio continuo dell’ECG e della pressione arteriosa; se necessaria, viene predisposta anche una stimolazione cardiaca temporanea ed assicurata la possibilità di trattare ogni eventuale complicanza, disponendo dello standby cardiochirurgico.
Le tecniche utilizzate sono molteplici.
In alcuni casi la manipolazione associata a una leggera trazione sul catetere può essere efficace, ma in presenza di aderenze fibrose sono necessari metodi di trazione più aggressivi, come la trazione mediante pesi, tramite bande elastiche o altro. Le tecniche chirurgiche comportano la sternotomia o la toracotomia, anche limitata, per via intercostale destra. Queste tecniche hanno consentito elevati tassi di successo, anche se in qualche caso non possono risolvere il problema delle aderenze che impediscono l’estrazione totale del catetere. Queste tecniche sono inoltre associate ai rischi ed i costi della cardiochirurgia.
La necessità di tecniche di estrazione eseguibili attraverso la vena di impianto ha portato allo sviluppo delle tecniche di “contropressione” e “controtrazione” intravascolare. La trazione manuale consiste nell’utilizzo di uno stiletto autobloccante ed è eseguita con estrema cautela, al fine di minimizzare i rischi per il paziente ed evitare di danneggiare il catetere. La dilatazione meccanica invece, consiste nella dissezione delle aderenze mediante l’utilizzo di dilatatori (sheaths) di polipropilene di vario diametro che vengono avanzati lungo il corpo dell’ elettrocatetere e sono in alcuni casi anche in grado di erogare dal bordo distale, forme diverse di energia per un più facile e rapido superamento delle aderenze. Una delle più recenti tecniche introdotte utilizza dilatatori potenziati con laser ad eccimeri in presenza di cateteri impiantati da lungo tempo e consta di speciali sheaths a fibre ottiche che emettono un fascio laser allo xenoncloridio con un’efficacia di penetrazione di circa 1 mm. La luce laser è completamente assorbita nel tessuto presente davanti all’estremità dell’introduttore, producendo così una rimozione precisa e controllata esclusivamente del tessuto che circonda direttamente il corpo dell’ elettrocatetere.
In casi in cui la porzione prossimale dell’elettrodo non sia più raggiungibile mediante l’approccio superiore, come nel caso di cateteri fratturati e flottanti nel sistema venoso, è possibile raggiungere ed estrarre il catetere attraverso un approccio inferiore o femorale, utilizzando una serie di strumenti intravascolari costituiti da differenti tipi di lacci, guide e cateteri da elettrofisiologia flessibili, mezzi di aggancio, pigtail e cateteri da ripescaggio introdotti in atrio destro attraverso la vena cava inferiore per afferrare il catetere. Questi strumenti possono essere utilizzati in modo complementare per un approccio combinato.
Lo sviluppo, l’apprendimento e l’utilizzo delle procedure per la rimozione degli elettrocateteri si sono sviluppate notevolmente negli ultimi anni. Il numero di medici e di centri dove vengono eseguite procedure di estrazione è cresciuto rapidamente. I database ed i registri di raccolta dati hanno messo in evidenza l’assenza di standard formalmente riconosciuti per quanto riguarda strumenti e tecniche dedicati. Al momento, l’ulteriore passo avanti che si impone, è di definire e formalizzare la pratica dell’estrazione dei cateteri in accordo con i metodi correnti della medicina e con i prodotti dell’industria sanitaria. Per questo motivo è importante che vengano ideati degli studi clinici relativi alle varie tecniche di estrazione.
Per questa ragione sul sito www.aritmologiaincampania.it è presente un Registro Campano sulle Estrazioni di Elettrocateterirealizzato per raccogliere tutti i dati delle procedure di estrazione eseguite nei vari centri campani con diverse tecniche estrattive; mentre a partire da ottobre 2012 sarà pubblicato un Registro Nazionale sulle Estrazioni di Elettrocateteri con Tecnica Laser creato per inserire in un unico database le casistiche raccolte da vari centri italiani affinché sia possibile verificare e confrontare le diverse esperienze e mettere a disposizione un background culturale e tecnico relativo alle problematiche delle estrazioni.
La pratica attuazione e il miglioramento di queste procedure richiedono un addizionale sforzo e cooperazione tra i medici, le società scientifiche, le amministrazioni degli ospedali e le industrie.
05.09.2012 LO SCOMPENSO CARDIACO E LA FIBRILLAZIONE ATRIALE… DISCUTIAMONE INSIEME
19 OTTOBRE 2012
SALA CONVEGNI CASTELLO ARECHI- SALERNO
Non solo relazioni, ma una discussione tra gli esperti e la platea.
EVENTO APERTO A TUTTI: MEDICI E NON..
La formula innovativa promossa con successo dal Laboratorio di Elettrofisiologia della Casa di Cura “ Montevergine” di Mercogliano, in occasione dell’edizione 2011 del convegno, viene riproposta in questa II edizione e, anche quest’anno, avrà come tema la Fibrillazione Atriale e lo Scompenso Cardiaco.
L’evento è rivolto a medici di medicina generale, cardiologi clinici, aritmologi ed interventisti e gente comune.
Il convegno sarà caratterizzato da due sessioni, coordinate da un unico moderatore, il Prof. C. Indolfi. Ogni sessione sarà strutturata con due relazioni tenute da professionisti di fama internazionale che parteciperanno all’evento. Si procederà così a tre ore di discussione con la platea stimolate da una tavola rotonda alla quale parteciperanno i maggiori esperti della nostra regione.
La prima sessione del convegno avrà come tema l’ ”Attualità nella terapia dello scompenso cardiaco: opinioni a confronto” il cui relatore sarà il Prof. L. Padaletti. A seguire si terrà la Lettura Magistrale: “Lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale tra presente e futuro” presieduta dal Prof. C. Pappone.
Nella seconda sessione infine si discuterà su “Attualità nella terapia della fibrillazione atriale: opinioni a confronto” i cui relatori saranno il Dott. F. Gaita e il Dott. G. Stabile.
La giornata si concluderà con la presentazione interattiva di casi clinici corredati da immagini e video ed un caso dal vivo di MitraClip.
Segreteria Organizzativa
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84131 Salerno
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24.04.2012 Self Assessment - Autovalutazione
articolo del Prof. Gaetano Mottola
Primario della Cardiologia della Clinica Montevergine - Mercogliano
Sono state pubblicate nella nuova sezione SELF ASSESSMENT- AUTOVALUTAZIONE le risposte alle prime quattro domande relative all’argomento: Autovalutazione sulla terapia di resincronizzazione cardiaca.
Nel leggere le risposte si consiglia sempre di rileggere le domande. Le quattro risposte sono seguite da altre tre domande.
L’appuntamento è fra dieci giorni.
21.03.2012 Self Assessment - Autovalutazione
articolo del Prof. Gaetano Mottola
Primario della Cardiologia della Clinica Montevergine - Mercogliano
La rubrica SELF ASSESSMENT-AUTOVALUTAZIONE partirà tra una settimana con l’autovalutazione sulla terapia di resincronizzazione cardiaca:
Tecniche di valutazione ecocardiografica
a) selezione paziente;
b) ottimizzazione della terapia.
Tale sezione è stata realizzata preparando domande con risposte multiple per consentire al lettore un’autovalutazione della conoscenza sull’argomento dalle domande proposte e dall’esauriente spiegazione integrata alla risposta. L’utente potrà rendersi conto del livello delle proprie cognizioni ed, eventualmente, approfondire alcuni argomenti. Ci si aspetta un’importante adesione a questa iniziativa da parte di ogni singolo professionista.
16.01.2012 Imaging in elettrofisiologia
articolo del Prof. Gaetano Mottola
Primario della Cardiologia della Clinica Montevergine - Mercogliano
Nel gennaio del 1812,200 anni fa, veniva pubblicato,a Boston, il primo numero del New England Journal of Medicine ed il primo articolo fu di John Warren dal titolo “Osservazioni sull’angina pectoris”. Solo 200 anni dopo ci occuperemo in questa presentazione di Imaging in elettrofisiologia, considerando che l’elettrofisiologia stessa ha iniziato il suo cammino solo nel 1970.
Oggi sappiamo che l’imaging e’ cruciale nell’esecuzione delle procedure di elettrofisiologia come le ablazioni o gli impianti di Pace Maker. Varie sono le modalità di imaging che possono assistere il cardiologo nel selezionare i pazienti prima delle procedure,descrivere il substrato anatomico dell’aritmia durante la procedura o accertare gli effetti stessi della procedura elettrofisiologica. Questa presentazione ha lo scopo di illustrare le varie tecniche di imaging ,avvalendosi anche degli studi di validazione delle tecniche stesse correlati al trattamento invasivo della Fibrillazione Atriale,della Tachicardia Ventricolare e della Resincronizzazione Cardiaca.
FIBRILLAZIONE ATRIALE
Attualmente l’ablazione con catetere della FA è considerata un’ opzione ragionevole quando i farmaci antiaritmici non hanno risposto. Il punto chiave per la maggior parte delle procedure di ablazione della FA e’ l’isolamento elettrico delle vene polmonari. Il ruolo dell’imaging nell’ablazione della FA è principalmente correlato:alla visualizzazione intraprocedurale delle vene polmonari,alla guida del catetere ablatore e al follow up dei pazienti dopo l’ablazione.
Esamineremo ora tecniche di Imaging note e altre più recenti per la visualizzazione dell’atrio sinistro e delle vene polmonari durante l’ablazione.
NAVIGAZIONE ROBOTICA
Questo metodo consiste di una workstation pilotata dal medico e di un catetere manipolatore remoto che a sua volta controlla un catetere robotizzato. Questo catetere consiste di una guaina-guida e contiene un catetere che è in grado di mappare e ablare. Con questa metodica un follow up a 12 mesi ha dimostrato che 85% dei pazienti non aveva FA non usando farmaci antiaritmici. Uno studio multicentrico condotto in 3 diversi centri europei mostra che la navigazione robotica è una tecnica promettente per l’ablazione della FA. I vantaggi potenziali della tecnica includono una piu’ facile navigazione,un più preciso posizionamento dei cateteri,e una ridotta esposizione alle radiazioni per l’operatore. Questo metodo ha ancora bisogno ,tuttavia di nuovi studi per verificarne la validità nel lungo periodo.
INTEGRAZIONEDI IMAGING:IMAGING RADIOLOGICA BIPLANA E TAC MULTISTRATO
Per l’ablazione della FA e’ stata anche usata una tecnica di integrazione dell’immagine TAC 64 strati con l’ immagine radiologica biplana. In pratica con la TAC si ottiene un’immagine tridimensionale di superficie e con l’angiografia biplanare si ottiene la ricostruzione angio dell’atrio sinistro e delle vene polmonari. La metodica dimostra una grande capacità di accurato allineamento del catetere ablatore nelle diverse proiezioni in real time dovuto all’alta qualità delle immagini anatomiche delle vene polmonari.
INTEGRAZIONE DI IMAGING:MAPPAGGIO E ECO INTRACARDIACO(ICE)
Il sistema CartoSound contiene un catetere ICE che è equipaggiato con un sensore di localizzazione elettroanatomica. Tracciando i contorni della superficie endocardica su immagini ultrasoniche riportate si possono creare ricostruzioni 3D dell’atrio sinistro e delle vene polmonari. La integrazione di dati elettroanatomici con immagini ultrasonore è un concetto promettente. Creare una ricostruzione 3D dell’atrio sinistro e delle vene polmonari usando ICE senza penetrare nell’atrio sinistro può ridurre i tempi e accrescere la sicurezza delle procedure di ablazione. Una evoluzione del mappaggio elettroanatomico (CARTO3) permette di tracciare linee di ablazione routinariamente anche senza usare il Carto Sound. Il sistema di navigazione utilizzato è un mappaggio elettromagnetico che grossolanamente si basa sulla tecnologia GPS.
L’assenza di radiazioni è un punto di forza di questa tecnica.
ANGIOGRAFIA ROTANTE
Questo nuovo sistema di angiografo con braccio a C può superare la necessità dell’integrazione di imaging in quanto si possono ottenere immagini 3D in tempo reale durante la procedura di ablazione. In 42 pazienti sottoposti alla procedura di ablazione di FA la tecnica di angio rotazionale fu paragonata a TAC multistrato e NMR con risultati soddisfacenti,tuttavia la definizione del protocollo di imaging e ulteriori miglioramenti tecnici possono accrescere l’utilità e l’attendibiltà di questa nuova tecnica. Per questa tecnica gioca lo svantaggio dell’impiego di radiazioni ionizzanti
IMAGING POST ABLAZIONE
Le procedure di ablazione offrono,come abbiamo detto, una buona opzione terapeutica in pazienti con FA sintomatica refrattaria a terapia medica,tuttavia non è ancora del tutto compreso l’esatto effetto dell’ablazione stessa sulla funzione dell’atrio sinistro. Negli anni scorsi un certo numero di studi ha utilizzato nuove tecniche che possono dare nuovi suggerimenti sugli effetti delle procedure di ablazione calcolando più accuratamente il volume atriale sinistro,le proprietà di deformazione dell’atrio e l’estensione della cicatrice creata nell’atrio stesso.
VOLUME E FUNZIONE DELL’ATRIO SINISTRO
Sebbene il volume e la funzione atriale sinistra sono studiati correntemente con l’ECO 2D,questa tecnica e’ limitata da problematiche che riguardano la geometria dell’atrio e dalla ridotta riproducibilità della tecnica di calcolo.
L’ECO 3D offre la possibilità di quantizzare più accuratamente e in modo più riproducibile il volume e la funzione atriale sinistra. La contrazione attiva dell’atrio sinistro e la sua riserva di funzione sono derivati dai volumi atriali massimo e minimo e il volume dell’atrio sinistro è calcolato prima dell’onda P. In un follow up a 3 mesi ,nei pazienti che mantengono il ritmo sinusale dopo ablazione,si è notata una riduzione significativa del volume atriale sinistro,mentre nei pazienti in FA il trend va verso un aumento di volume. Migliorata e’ anche la contrazione attiva e la riserva di funzione dell’atrio sinistro rispetto ai pazienti in FA. Diversi autori suggeriscono che poichè non si nota nessuna variazione che riguardi la funzione sistolica e diastolica del ventricolo sinistro,la variazione nella funzione dell’atrio sinistro è dovuta all’effetto benefico del ritmo sinusale tenuto a lungo dopo ablazione.
La tecnica eco detta tissue Doppler è usata per studiare la funzione atriale sinistra dopo ablazione. Questa tecnica permette la quantizzazione intrinseca della funzione atriale sinistra valutando le proprietà di deformazione del miocardio atriale. Nei vari segmenti dell’atrio sinistro valori di strain e strain rate vengono acquisiti per calcolare la riserva di funzione atriale (nella mesosistole) e la contrazione attiva dell’atrio sinistro (nella telediastole). Nel follow up a 3 mesi nei pazienti che mantengono il ritmo sinusale dopo ablazione,i valori di strain e strain rate atriali sinistri sono sensibilmente migliori rispetto a quelli che rimangono in FA.
RILEVAMENTO DELLA CICATRICE CREATA DALL’ABLAZIONE
Il rapporto fra isolamento elettrico delle vene polmonari e i rilievi anatomici come la formazione della cicatrice,rimangono incerti. Sarebbe poi interessante correlare l’estensione della cicatrice con il risultato clinico della procedura. Allo scopo e’ stata usata la NMR ad alta risoluzione con contrasto per rilevare la cicatrice in atrio sinistro. Dopo ablazione tutti i pazienti sottoposti ad NMR mostravano late enhancement(cicatrice) ottenuto iniettando il mezzo di contrasto(gadolinio) ed eseguendo l’esame 10 minuti dopo l’iniezione. Il late enhancement era presente:all’ostio delle vene polmonari,sul setto atriale e sulla parete posteriore dell’atrio sinistro. Si è notato poi, che i pazienti che hanno aree cicatriziali all’NMR più estese rimangono in ritmo sinusale post ablazione rispetto a quei pazienti che hanno aree cicatriziali inferiori. L’NMR è una metodica che risulta, quindi,fondamentale nella misurazioni delle aree cicatriziali create dall’ablazione.
TACHICARDIA VENTRICOLARE
Negli anni scorsi un certo numero di studi hanno espanso il ruolo di varie tecniche di imaging nella diagnosi e il trattamento della TV. In particolare l’imaging puo’ giocare un ruolo importante nella predizione dell’occorrenza/inducibilità della TV ed il suo trattamento invasivo con l’ablazione via catetere.
OCCORRENZA ED INDUCIBILITA’ DELLA TV
Diverse tecniche di imaging sono state usate per correlare l’anatomia con l’occorrenza e l’inducibilità di TV per meglio identificare pazienti a rischio di TV. L’interfaccia fra miocardio normale e tessuto cicatriziale può giocare un ruolo importante nella patogenesi della TV da rientro. La NMR con contrasto e il late enhancement, di cui abbiamo già parlato,con l’aggiunta della modalità Tagging (una rappresentazione NMR che facilita la visualizzazione della cinetica dei diversi segmenti del ventricolo sinistro),permette di studiare la possibile correlazione fra l’inducibilità della TV e:1) l’estensione della cicatrice miocardica e 2)le proporietà meccaniche delle regioni miocardiche a varie distanze dal tessuto infartuato. Queste regioni vengono suddivise e definite come:1)infarto,2)zona di confine,3)adiacente o 4)remota a seconda della quantità di tessuto cicatriziale ritrovato alla NMR con contrasto e late enhancement. Nei pazienti in cui si può indurre una TV e’ possibile trovare piu’ segmenti appartenenti alla zona infartuata e di confine rispetto ai pazienti in cui la TV non è inducibile. Le osservazioni condotte hanno quindi dimostrato che le zone di confine fra miocardio e cicatrice sono associate a induzione di TV nella cardiomiopatia ischemica. Sebbene l’esatto meccanismo va meglio definito, gli studi sin qui condotti permettono di comprendere meglio la fisiopatologia della TV da rientro e rafforzano il ruolo dell’imaging non invasiva nell’identificazione di pazienti a rischio di TV.
L’NMR permette altresì di valutare la presenza di aree cicatriziali in pazienti portatori di miocardiopatia ipertrofica e studiare la correlazione fra l’estensione della cicatrice ventricolare sinistra e l’occorrenza di TV.
Nei pazienti con cicatrice ventricolare,extrasistoli ventricolari ,coppie e TV non sostenute sono più frequenti rispetto ai pazienti che non presentano cicatrici ventricolari. La presenza di cicatrice all’NMR e’ un predittore indipendente di TV non sostenuta. Si può quindi concludere che l’NMR con contrasto e late enhancement può aiutare ad identificare pazienti con cardiomiopatia ipertrofica a rischio di TV.
MAPPAGGIO E ABLAZIONE DI TV
Lo studio SMASH-VT aveva già mostrato che l’ablazione basata sullo studio del substrato usata profilatticamente può ridurre significativamente l’incidenza di TV in pazienti con cardiopatia ischemica. In pratica l’ablazione eseguita in pazienti portatori di cardiopatia ischemica e ICD già impiantati, se sottoposti ad ablazione avevano meno shocks da ICD rispetto ai pazienti con ICD ma non sottoposti ad ablazione. Questo studio è importante perchè ci aiuta a comprendere che per l’ablazione della TV
è fondamentale delineare il substrato anatomico. Poter mappare i voltaggi con l’uso di un sistema di mappaggio elettroanatomico permette di localizzare le aree di tessuto cicatriziale.
IMAGING DELLA CICATRICE
Gli studi hanno però anche dimostrato che il solo mappaggio elettroanatomico può non essere sufficiente,da solo, alla definizione del substrato anatomico e della cicatrice post infarto per cui l’ausilio di tecniche aggiuntive di imaging quali l’NMR con contrasto e la PET,metodica in grado di distinguere le aeree del miocardio metabolicamente attive da quelle cicatrizali, sono di supporto nel facilitare l’ablazione della TV basata sul substrato.
ECOCARDIOGRAFIA INTRACARDIACA
Il sistema Carto Sound,come precedentemente riportato, si dimostra utile anche nell’ablazione della TV. Abbiamo già detto che il sistema è in grado di dare informazioni on line di anatomia e funzione,in questo caso, riguardanti il ventricolo. In particolare per ciò che concerne la TV si può creare una mappa 3D del ventricolo. Basandosi sull’immagine Eco,che nel sistema è unita all’elettromapping le regioni acinetiche e discinetiche del ventricolo possono essere facilmente identificate. A questo punto il mappaggio elettroanatomico successivamente eseguito si sovrappone alle aree identificate dall’ECO.
Con questo metodo l’ablazione è eseguita con guida ecografica.
Questa tecnica,ancora una volta può essere di aiuto nell’ablazione della TV basata sul substrato identificando real time le anormalità di parete del ventricolo prima di entrare materialmente nel ventricolo stesso.
RESINCRONIZZAZIONE CARDIACA
Secondo le linee guida i pazienti con scompenso cardiaco refrattario alla terapia,bassa frazione di eiezione e complesso QRS largo sono elegibili per la Resincronizzazione cardiaca(CRT).
Una sostanziale popolazione di questi pazienti, tuttavia,non mostra una favorevole risposta alla CRT. E’ stato quindi suggerito che l’accertamento della dissincronia ventricolare sinistra ,usando varie tecniche di imaging possa migliorare la risposta alla terapia resincronizzante. Le tecniche di imaging,inoltre, sono anche utili nel posizionamento degli elettrodi impiegati nella CRT.
POSSIBILITÀ DI PREDIRE LA RISPOSTA ALLA CRT
Una grande quantità di studi osservazionali,negli ultimi anni, ha usato vari criteri ecocardiografici per predire una favorevole risposta alla CRT.
La maggior parte di questi criteri sono orientati alla ricerca di una dissincronia interventricolare e intraventricolare.
Lo studio PROSPECT è il primo studio prospettico che esaminando 12 differenti parametri eco di dissincronia ha chiaramente mostrato che i parametri stessi presentano:una notevole variabilità intra/interosservatore, sono troppo legati all’esperienza dell’operatore e hanno uno scarso valore predittivo.
Più recentemente l’analisi tecnica eco definita Speckle Tracking Strain si è dimostrata promettente nell’indicazione alla CRT in quanto più semplice,accurata ed esauriente nell’accertamento della dissincronia ventricolare sinistra rispetto ai parametri eco precedentemente usati.
La metodica eco Speckle Tracking Strain(STS) si è dimostrata valida anche nel posizionamento degli elettrodi per la stimolazione CRT. La fisiopatologia ci ricorda che un tessuto cicatriziale esteso può limitare la risposta alla CRT ed in questo caso il posizionamento degli elettrodi da stimolazione può essere cruciale. E’ stato recentemente suggerito che il posizionamento degli elettrodi nel sito ad attivazione meccanica più tardiva corrisponde ad un risultato migliore dopo CRT,nei termini di riduzione significativa del volume ventricolare. La ricerca di questo sito che si attiva più tardivamente nel ventricolo può essere fatta proprio con la tecnica STS.
IMAGING DURANTE IMPIANTO CRT
Durante l’impianto degli elettrodi per la CRT l’elettrofisiologo può incontrare difficoltà dovute alla variabilità del sistema venoso cardiaco. La TAC può essere di grande aiuto per la valutazione dell’anatomia coronarica venosa prima della procedura. La TAC da’ anche informazioni sul decorso dei nervi frenici rispetto alle vene cardiache.
Durante l’impianto viene usata l’angiografia convenzionale ,tuttavia il nuovo sistema angiografico rotazionale già riportato precedentemente offre una visione 3D multiangolo e dinamica delle vene coronariche dando più informazioni su:diametro,origine e tortuosità delle varie diramazioni. Con questa metodica si è potuto notare ,ad esempio che nei pazienti con una storia di infarto laterale le vene laterali sono reperite meno frequentemente rispetto ai pazienti senza storia di infarto in quella sede.
CONCLUSIONI
Numerosi studi hanno ulteriormente rafforzato il concetto dello stretto rapporto fra imaging ed elettrofisiologia. Nuove tecniche di imaging e nuove strategie di integrazione di imaging sono state introdotte per guidare l’ablazione della FA.
Tecniche di imaging dedicate hanno dato più informazioni sugli effetti dell’ablazione sulla funzione atriale sinistra. Infine ancora gli studi effettuati sottolineano il ruolo importante dell’imaging nel predire l’occorrenza e l’inducibilità della TV.
L’imaging potenziando l’elettrofisiologia ha reso operatori e pazienti più sicuri nelle procedure e più certi nei risultati.






