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Aritmologia in Campania

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Elettrofisiologia Cardiaca

Cardioversione elettrica

Nelle tachiaritmie sopraventricolari

CARDIOVERSIONE DELLE ARITMIE ATRIALI
Le aritmie atriali che possono essere interrotte con la CE sono:
1. Fibrillazione atriale persistente
2. Flutter atriale
3. Tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV)

Fibrillazione atriale
L’aritmia può frequentemente trattata con CE è la FA. Nell’ambito della FA, la forma persistente è quella che può essere trattata con la CE. Si distingue dalla FA parossistica che recede spontaneamente e dalla FA permanente che è invece la forma cronica.
Nella FA insorta da meno di 48 ore si consiglia generalmente l’uso di farmaci antiaritmici, tuttavia in presenza di instabilità emodinamica la CE è ritenuta di elezione anche entro le 48 ore. Nei casi di FA insorta invece da oltre 48 ore l’efficacia degli aritmici si riduce in maniera significativa mentre la CE riesce ad interrompere l’aritmia in cirac il 90% di pazienti. Se la FA è iniziata da oltre 48 ore o se l’insorgenza non è chiaramente databile la CE è certamente una procedura raccomandata ma che richiede un’accurata profilassi delle complicanze tromboemboliche con l’uso di anticoagulanti orali in tutti i tipi di pazienti e a qualsiasi età. La terapia anticoagulante deve portare a un INR compreso tra 2 e 3 mantenuto per 3 settimane prima e per almeno un mese dopo la CE. Le 3 settimane di terapia anticoagulante orale possono essere evitate solo con la somministrazione di eparina endovena associata a un ecocardiogramma transesofageo che dimostri l’assenza di trombi nelle camere cardiache, ma anche in tal caso dopo la CE la terapia anticoagulante orale va obbligatoriamente continuata per un mese.
La CE va effettuata con shock sincronizzato mono o bifasico, ripetibile in caso di insuccesso fino a 3 volte, iniziando con energie di 200 joules per i defibrillatori monofasici e con 100-150 joules per quelli bifasici.
La perfetta adesione a queste raccomandazione rende la CE della FA una tecnica semplice, rapida, sicura, efficace, economicamente vantaggiosa e ben gradita dal paziente.

Flutter atriale
Il flutter atriale e è un’aritmia scarsamente responsiva al trattamento farmacologico e che può invece essere facilmente interrotta o con una stimolazione atriale ad alta frequenza per via transesofagea (non indicata nel trattamento della FA) o con il DC shock. La CE va effettuata con basse energie (circa 50 joules) e garantisce una percentuale di successo prossima al 100%. Diversamente dalla FA, nel Flutter è presente attività contrattile atriale, ciononostante la profilassi tromboembolica con anticoagulanti orali va applicata a questa aritmia seguendo le medesime regole raccomandate per la FA.

Tachicardie Parossistiche Sopraventricolari
Le TPSV richiedono il trattamento con CE se associate a instabilità emodinamica. Negli altri casi l’interruzione va tentata con le comuni manovre di stimolazione vagale o con la somministrazione di farmaci antiaritmici. Da sottolineare che in alcuni tipi di TPSV la CE è inefficace.