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Aritmologia in Campania

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Elettrofisiologia Cardiaca

Ablazione della fibrillazione atriale

Metodi

Il target principale dell’ablazione trans catetere della FA è l’isolamento delle vene polmonari (1,2). Da esse avrebbe infatti origine gran parte dei battiti ectopici in grado di innescare e mantenere la FA (3). (Figura 1, Figura 2)
Tuttavia se l’isolamento delle vene polmonari è, generalmente, considerato sufficiente per trattare i pazienti con FA parossistica, nei pazienti con FA persistente/permanente, in cui il substrato atriale gioca un ruolo maggiore nel mantenimento della FA, all’isolamento delle vene polmonari si associano varie tecniche atte a modificare il substrato anatomico e/o le influenze autonomi che, come l’aggiunta di lesioni lineari in atrio destro e sinistro, l’ablazione dei potenziali frammentati, la denervazione atriale (1,2). Indipendentemente dalla tecnica di ablazione usata, i moderni sistemi di mappaggio tridimensionale permettono di navigare virtualmente l’anatomia reale dell’atrio acquisita mediante la tomografia assiale computerizzata o la risonanza magnetica nucleare (Figura 3)

La cryo ablazione è una tecnica di ablazione transcatetere per l’ablazione della fibrillazione atriale, che nel corso degli anni si afferma sempre di più. La crioablazione si avvale di un catetere ablatore cavo con un elettrodo chiuso alla punta da un palloncino gonfiabile una volta che il catetere sia stato correttamente posizionato all’ ostio delle vena polmonare. Infatti tramite una consolle si rilascia liquido refrigerante (NO2) sotto pressione nell’interno del lume del catetere. Quando la temperatura raggiunge i -20°C si crea uno strato di ghiaccio che avvolge la punta del catetere e che determina una perfetta adesione e stabilità del catetere stesso al tessuto miocardio. Questa procedura, attraverso una perfetta adesione del cateteri a palloncino all’interno della vena polmonare, interrompe i circuiti elettrici che causano responsabili della fibrillazione atriale. All’interno del catetere posto a contatto con lo sbocco delle quattro vene polmonari nell’atrio sinistro, viene iniettato azoto gassoso per 5 minuti, che causa una lesione da freddo nella zona da trattare. In pochi minuti tutta la circonferenza della vena che è a contatto con il palloncino subisce una cicatrizzazione dovuta alla bassissima temperatura (tra i -30 e i -40 gradi). A parità di efficacia rispetto alla tradizionale termoablazione, infatti, la crioablazione dimezza i tempi dell’intervento.

Bibliografia
1) Natale A, Raviele A, Arenz T, et al. Venice Chart International Consensus Document on Atrial Fibrillation Ablation. J Cardiovasc Electrophysiol 2007; 18:560–580.
2) Calkins H, Brugada J, Packer DL, et al. HRS/EHRA/ECAS Expert Consensus statement on catheter and surgical ablation of atrial fibrillation: Recommendations for personnel, policy, procedures and follow-up. Heart Rhythm 2007;4:816–861.
3) Jais P, Haissaguerre M, Shah DC, et al. A focal source of atrial fibrillation treated by discrete radiofrequency ablation. Circulation 1997;95:572–576.