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Aritmologia in Campania

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Elettrofisiologia Cardiaca

Richiami di anatomia e fisiologia

Meccanismi elettrofisiologici delle aritmie

I meccanismi responsabili dell’insorgenza di un’aritmia sono divisibili in due categorie: disordini nella formazione e della conduzione dell’impulso cardiaco. Talora entrambi i meccanismi determinano la comparsa della stessa aritmia.
Disordini nella formazione dell’impulso.
Comprendono le aritmie legate all’anomalo funzionamento del nodo SA (bradicardia e tachicardia) oppure all’ insorgenza della scarica di impulsi di un pacemaker ectopico (extrasistole o tachicardia atriale e ventricolare). Un terzo meccanismo è legato all’attività triggerata (sindrome del QT lungo, intossicazione digitalica) ossia oscillazioni depolarizzanti del potenziale di membrana indotte da uno o più potenziali d’azione precedenti (post-depolarizzazioni).
Disordini nella conduzione dell’impulso.
I disordini della conduzione sono responsabili di bradicardie e tachicardie. I blocchi della conduzione comprendono i blocchi in fase 4 (bradicardia dipendenti), i blocchi in fase 3 (tachicardia dipendenti) e la conduzione decrementale (il potenziale d’azione perde progressivamente la capacità di eccitare le fibre miocardiche). Ogni cellula è attivata in sequenza e la conduzione dell’impulso termina quando tutte le cellule sono state eccitate ed hanno raggiunto la refrattarietà assoluta. Se un gruppo di cellule, recupera la sua eccitabilità prima che l’impulso si estingua, può depolarizzarsi e rieccitare le aree circostanti se non più refrattarie. Questo processo costituisce la base delle aritmie da rientro.

Da un punto di vista clinico i diversi fattori che rientrano nella genesi e nel perpetuarsi di un’aritmia sono riassunti nel triangolo di Coumel i cui “vertici” sono costituiti dal trigger, dal substrato e dai fattori modulanti, elementi alla base di qualsiasi aritmia cardiaca.