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Aritmologia in Campania

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Elettrostimolazione Cardiaca

Impianti di dispositivi in età pediatrica: indicazioni, tecnica e complicanze

Per quanto riguarda i fenomeni bradi aritmici, oltre alla possibilità, seppur rara, di blocco completo AV congenito, la massima incidenza in età pediatrica si verifica nei soggetti che hanno praticato interventi cardiochirurgici, specialmente nei pazienti sottoposti a chiusura del difetto interventricolare in posizione sottoaortica, o nei pazienti sottoposti ad interventi a carico della valvola mitrale o aortica.
Nelle cardiopatie congenite, disturbi bradi-aritmici possono essere dovuti ad alterazioni dell’intero sistema di formazione e conduzione dell’impulso, dal nodo seno-atriale al tessuto specializzato di Purkinje e si possono manifestare immediatamente dopo l’intervento di correzione chirurgica o a notevole distanza di tempo, nel corso del follow-up.
Secondo le indicazioni delle linee guida promosse dall’Area di Aritmologia Pediatrica dell’AIAC (Policy Document “Raccomandazioni per il trattamento nel bambino dei disturbi aritmici primari o secondari a cardiomiopatia”) nel 2010, l’indicazione all’impianto del PMK in età pediatrica, specie in presenza delle cardiopatie congenite è condizionata dalla presenza di sintomi (sincopi, lipotimie, vertigini, incapacità funzionale) e non necessariamente dall’accertata presenza di disfunzione nodale seno-atriale (riscontrata ad esempio, nel follow-up a lungo termine, praticamente in oltre l’80% dei pazienti sottoposti ad interventi di Mustard/Senning per TGA) e/o nodale atrio-ventricolare.

Secondo tali linee guida, l’impianto di dispositivi del tipo loop-recorder si impone in quei pazienti che presentino sintomi (lipotimie, sincopi, vertigini) non correlati con l’attuale stato funzionale del nodo seno-atriale e del sistema conduttivo nodale AV (mancata dimostrazione di turbe del ritmo all’ECG dinamico secondo Holter, test da sforzo e studio elettrofisiologico endocavitario).

In taluni selezionati casi l’impianto del PMK può essere richiesto, in cardiopatici congeniti, quale “supporto” a terapia antiaritmica e/o terapia per lo scompenso cardiaco (beta-bloccanti), qualora sia dimostrata l’assoluta necessità e/o insostituibilità della terapia farmacologica con accertati effetti cronotropo e batmotropi negativi.