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Aritmologia in Campania

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Elettrostimolazione Cardiaca

Il controllo ambulatoriale del portatore di pace-maker.

dr. Francesco Solimene, dr. Francesco Urraro, dssa Assunta Iuliano* Casa di Cura, Montevergine (Mercogliano, AV)- Clinica Mediterranea* (Napoli)

Perché eseguire il follow up del pacemaker (PM)?
 Per garantire la massima sicurezza al paziente
 Per ottimizzare la terapia in modo da ottenere il massimo beneficio
 Per ottimizzare il consumo di energia (riduzione dei costi)
Durante il controllo periodico (ogni 3/4/6 mesi), si ricontrollano parte dei valori chiave misurati in sede in impianto. A questi si aggiungono ovviamente altri parametri rilevanti come lo stato della batteria e il controllo del corretto funzionamento del pacemaker.

Il sistema di stimolazione è composto delle seguenti parti:
o Generatore di Impulsi (pacemaker)
o Elettrocateteri
o Paziente

Sequenza del follow-up:
1. frequenza magnetica e/o stato batteria
2. ampiezza onda P/R
3. impedenza elettrocatetere/i
4. test di soglia atriale/ventricolare
5. ricerca di eventuali eventi aritmici o anomali
6. risoluzione problemi

1. Frequenza magnetica e/o stato batteria
Durante il follow up eseguito con il programmatore è valutabile lo stato della batteria, spesso stimato in tempo residuo di carica.
La frequenza magnetica è invece un indice indiretto dello stato della batteria, valutato collegando gli elettrodi di un elettrocardiografo al paziente, dopodiché posizionando un magnete sopra il PM si verifica il valore della frequenza magnetica, in base al quale è stimabile la carica della batteria. Alcuni PM verificano anche il margine di cattura durante la stimolazione a magnete.

2. Ampiezza dell’onda P/R
Consente di verificare il corretto posizionamento dell’elettrocatetere (zona del miocardio con buona attività elettrica, stabilità del segnale)
Si verifica il valore di onda P e/o R: valori accettabili di onda P sono superiori ad 1 mV, valori accettabili di onda R sono superiori a 5 mV. Queste misure sono indispensabili per ottimizzare il rilevamento da parte del PM del segnale endocardico spontaneo.

3. Impedenza elettrocatetere/i
Permette di confermare la corretta posizione dell’elettrocatetere, il corretto contatto con parete miocardio, l’integrità del catetere (eventuali sguainamenti o fratture)
• espressa in Ohm (W)
• valori normali: 300 – 1500 W
• in genere i valori massimi sono inferiori per cateteri a vite (1200 W) e più alti per cateteri ventricolari ad alta impedenza (1800 W), ma il range è molto variabile e dipende dal costruttore.

4. I test di soglia atriale e ventricolare
Vengono eseguiti per verificare il margine di cattura nelle due camere, selezionando la modalità più opportuna di stimolazione (DDD, AAI, VVI); in base al valore del test si stabiliscono i valori di uscita per il pacing permanente della camera cardiaca di riferimento (tre volte più alti di quelli misurati durante il test se in fase acuta, due volte se in fase cronica).

5. Ricerca di eventuali eventi aritmici o anomali
Ogni pacemaker ha sistemi diagnostici differenti. Quasi in tutti i PM sono presenti gli istogrammi della frequenza. Questa funzione permette di capire che valori di frequenza ha avuto il paziente ed eventualmente come programmare i parametri del cambio di modo.
Altri PM hanno la possibilità di memorizzare gli elettrogrammi intracavitari (EGM) durante il funzionamento del dispositivo. Questa funzione dà la possibilità al medico di capire il tipo di aritmia e la patologia associata a determinati sintomi del paziente.

6. Risoluzione dei problemi
Di seguito le più frequenti failure su cui ci si può imbattere durate un follow up di PM:
 Pacing
• Mancata cattura
• Stimolazione del frenico
• Stimolazione muscolare

 Sensing
• Undersensing
• Oversensing

 Elettrocateteri
• Rottura isolante (sguainamento)
• Frattura del conduttore