Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per funzionalità quali la raccolta di dati statistici in forma aggregata e la visualizzazione di contenuti multimediali provenienti da altri siti web. Se non acconsenti all'utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili. Per maggiori informazioni consulta la consulta la cookie policy, continuando a navigare, scrollando la pagina o cliccando su un qualsiasi elemento acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

Acconsento

Aritmologia in Campania


Warning: Illegal string offset 'email' in /web/htdocs/www.aritmologiaincampania.it/home/squelettes/formulaires/ecrire_auteur.php on line 20

Fai una domanda al medico


Fai una domanda
?

Fibrillazione Atriale - 14.07.2011

Gentili Dottori, scrivo per avere ulteriori informazioni su quello che per
voi sarà all’ordine del giorno ma per noi è un problema preoccupante.
Mia madre ha 46 anni, ed è bradicardica da sempre. L’anno scorso l’abbiamo ricoverata ad agosto per fibrillazione atriale e con dei medicinali non essendo ancora passate 48 ore il battito si è ristabilizzato, tempo tre giorni è tornata a casa.
Settimana scorsa l’abbiamo ricoverata nuovamente,
ma questa volta a quanto dicono i medici, essendo asintomatica non si è
accorta di avere in atto la fibrillazione per cui quando l’abbiamo
ricoverata erano passate le 48 ore e con i farmaci che le avevano fatto
l’anno scorso la frequenza si è abbassata ma il battito è rimasto
irregolare. Ora è ancora in ospedale ma la manderanno a casa a breve e gli
hanno prescritto un protocollo secondo cui dovrà assumere una pastiglia
tutti i giorni il cui dosaggio dipenderà dai risultati di analisi da
effettuare ogni 3 giorni. Questa cura da quel che ho capito serve a non far
coagulare il sangue, inoltre passato un certo periodo che durerà dalle 4
alle 8 settimane per completare la cura del protocollo, dovremo recarci
nuovamente in ospedale dove gli effettueranno la cardioversione elettrica.

C’è anche da dire che i vostri colleghi dopo varie analisi hanno
verificato che non vi è nessuna causa alla base di questo scompenso ma
trattasi di un "intrinseco problema al circuito elettrico."
Volevo chiedere
anche a voi cosa ne pensate di questa vicenda.
Quali sono i rischi che mia
madre potrebbe correre persistendo in questo stato?
La cura che sta facendo
è idonea?
E’ normale che in questo periodo di 4-8 settimane il battito
continui ad essere irregolare? Siamo molto preoccupati per la situazione,
in attesa di vostre notizie ringrazio anticipatamente e porgo cordiali
saluti.
R. V.

Scrivi un commento

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

  • Icon User
    Antonio De Simone

    Gentile Signora,
    In merito allle Sue perplessità sul percorso terapeutico suggerito alla mamma da parte dei colleghi posso tranquillizzarla completamente.

    Infatti la decisione di non procedere con la cardioversione elettrica una volta passate le 48 ore è dettata dalla prudenza di non incorrere in complicanze cerebrovacolari da fenomeni tromboembolici. Del resto le potenziali complicanze tromboemboliche sono il pericolo maggiore correlato con la fibrillazione atriale.

    il periodo di utilizzo di farmaci anticoagulanti per 4-8 settimane serve appunto a scongiurare il rischio tromboembolico.
    Per qaunto riguarda l’irregolarità del battito tale fenomeno è assolutamente normale poichè la conseguenza di atri fibrillanti è proprio quella di un’attività ventricolare irregolare.

    D’altra parte è ragionevole pensare che il fatto che i colleghi stiano per mandare a casa la mamma avviando un periodo di terapia anticoagulante lascia pensare che la situazione clinica sia assolutamente tranquilla.