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Aritmologia in Campania

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Elettrostimolazione Cardiaca

Estrazione degli elettrocateteri: indicazioni tecniche – Risultati – Complicanze

Esperienza del Centro di Aritmologia Cardiochirurgica dell’Ospedale Monaldi di Napoli

Nel nostro centro, l’estrazione percutanea di cateteri e generatore di CIED è stata eseguita per la prima volta nel 2004. Da allora e fino al Dicembre 2011, sono state portate a termine 106 procedure in 106 pazienti.
La coorte di pazienti ha compreso 78 uomini (73.6%) e 28 donne (26.4%). L’età mediana è stata di 69 anni (range 17-94). 72 pazienti (68%) avevano un PPM e 34 (32%) un AICD. Tra i secondi, 24 (70%) erano portatori di un dispositivo bi-ventricolare (CRT). L’intervallo tra il primo impianto del CIED e la procedura di estrazione è variato da 10 giorni a 22 anni.
37 pazienti avevano una infezione di tasca, 63 una endocardite e 6 indicazioni non infettivologiche.
Il numero medio di cateteri intracardiaci è stato di 2,2 a paziente (range da 1 a 5). Pertanto, il numero totale di cateteri in situ nei pazienti trattati è stato pari a 233. I cateteri atriali erano 79, i ventricolari 124 ed i cateteri per il seno coronarico 24. Inoltre, I cateteri effettivamente connessi e funzionanti erano 211 mentre 22 cateteri erano stati precedentemente tagliati ed abbandonati o non erano connessi e funzionanti.
Tra i casi più complessi gestiti nel nostro centro vi sono stati 2 pazienti già sottoposti a trapianto cardiaco, 2 pazienti con vena cava superiore sinistra persistente, 3 pazienti in lista d’attesa per trapianto cardiaco e 2 pazienti con ben 5 cateteri intracardiaci. Circa 20 casi si sono presentati con una completa deiscenza della tasca di alloggiamento con totale fuoriuscita del generatore e/o di parte dei cateteri (pazienti riferiti a noi tardivamente). Oltre l’80% dei pazienti è stato osservato e monitorato in unità di terapia intensiva post-operatoria nelle 6-20 ore successive alla procedura.
Le complicanze sono state infrequenti: nessun paziente è deceduto durante le procedure o per cause ad esse riconducibili; uno dei primi casi è stato complicato dalla lacerazione intraprocedurale del ventricolo destro, che è stata prontamente riconosciuta e trattata con riparazione chirurgica attraverso una toracotomia destra. Non si sono successivamente verificati altri casi di rottura di cuore o grossi vasi venosi. 14 pazienti hanno avuto una embolia polmonare sintomatica, che è stata prevalentemente di grado lieve ed è stata complicata da cuore polmonare acuto in soli 2 casi. Numerosi pazienti hanno presentato un rialzo del tutto asintomatico dei livelli plasmatici di D-dimero occasionalmente in associazione ad un temporaneo rialzo della pressione sistolica in arteria polmonare. Tutti questi pazienti avevano precedente evidenza di vegetazioni sui cateteri intracardiaci (endocardite). La persistenza dell’elettrodo distale del catetere nel cuore dovuta alla frattura del catetere si è verificata in 6 casi.
L’estrazione è stata complicata da anemia che ha richiesto emotrasfusione in 5 pazienti. Un ‘ghost’ del CIED è stato identificato dopo l’estrazione in 3 casi, due dei quali sono stati successivamente sottoposti a intervento cardiochirurgico.
Il tasso di successo della estrazione percutanea transvenosa nel nostro centro è stata complessivamente altissima. La persistenza di cateteri che non è stato possibile rimuovere si è verificata in soli 4 pazienti ed è stata dovuta alla presenza di cateteri tagliati ed abbandonati o ad una grave instabilità emodinamica. Una paziente con persistenza di catetere abbandonato e infezione dei cateteri intrattabile è stata sottoposta con successo a trapianto cardiaco.
Questi risultati, per volume di casi trattati, complessità dei pazienti e potenzialità di valutazione esperta multidisciplinare (internistica, ecocardiografica, infettivologica, cardiochirurgica e trapiantologica), pongono l’Unità Aritmologia Cardiochirurgica del Monaldi tra i principali centri di riferimento italiani per la estrazione dei cateteri di CIED.