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Domanda: extrasistolia sopraventricolare - 19.01.2015

Mi è stata diagnosticata un’extrasistolia sopraventricolare: di cosa si tratta esattamente? posso continuare la mia attività sportiva (jogging 2-3 volte/sett- tennis 2h/sett) ?
Saluti
MariaLuisa

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Commenti

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    Maurizio Contursi

    Le extrasistoli sopraventricolari (BES= battiti extrasistolici sopraventricolari) costituiscono uno dei più frequenti disturbi del ritmo cardiaco.
    Sono battiti cardiaci che intervengono in anticipo, rispetto alla normale cadenza, e che originano non dal normale segnapassi del cuore (nodo del seno) ma da una qualsiasi delle strutture cardiache poste al di sopra dei ventricoli (atri, giunzione atrioventricolare, sbocco delle vene polmonari).
    Nella maggioranza dei casi i BES sono legati a fattori funzionali (aumentato stress psicofisico), abuso di sostanze eccitanti (caffè, fumo, alcool), patologie extracardiache (disturbi digestivi, malattie della tiroide).
    In alcuni casi sono però dovuti ad una vera malattia cardiaca o associati ad altri, più importanti, disturbi del ritmo (fibrillazione atriale, tachicardie parossistiche sopraventricolari).
    I sintomi che il paziente avverte dipendono dal numero di tali battiti anomali, ma soprattutto dalla sensibilità personale: si va dall’assenza di sintomi, a sensazioni di un battito in più o viceversa di una pausa nel battito cardiaco, a sensazioni di “vuoto nel petto”, di “una capriola del cuore”, di “frullio di ali in petto”(quest’ultima più frequente nel caso di due o più BES consecutivi: “salve” di extrasistoli).
    La diagnosi avviene con l’elettrocardiogramma. E’ agevole quando l’esecuzione del tracciato elettrocardiografico coincide con i sintomi del paziente. Negli altri casi si può ricorrere al monitoraggio elettrocardiografico continuo delle 24 ore (ECG dinamico secondo Holter).
    Il significato clinico (e quindi la necessità, rara per la verità, di una terapia farmacologica) e la possibilità di svolgere attività sportiva, dipendono, come in ogni disturbo del ritmo, da due fattori: 1) la coesistenza di un’alterazione cardiaca organica o di un’aritmia importante; 2) la sintomatologia avvertita dal paziente.
    Per questa ragione può essere necessario eseguire, oltre la visita cardiologica con la misurazione della pressione arteriosa e gli esami di laboratorio più comuni (emocromo, elettroliti sierici, indici di infiammazione, ormoni tiroidei), anche un ecocardiogramma completo di esame doppler, un monitoraggio elettrocardiografico Holter, e una Prova da sforzo con il cicloergometro o il tappeto rotante.
    In caso di assenza di cardiopatia e di non aumento dell’aritmia con lo sforzo fisico, qualsiasi attività sportiva, agonistica o non agonistica, è consentita (vedi protocolli COCIS 2009 e Guida alla prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico 2006).
    Nel caso di rilievo di una cardiopatia, di un’aritmia più importante, di un’ipertensione arteriosa, di una malattia extracardiaca, bisogna naturalmente studiare e, eventualmente, trattare la malattia di base.