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Aritmologia in Campania

Scompenso cardiaco

Per il paziente

Cosa mangi e cosa bevi

Norme sull’alimentazione nello scompenso cardiaco
Perché parlare di alimentazione nello scompenso?
Perché una adeguata alimentazione può migliorare lo stato globale della malattia.
Perché una adeguata alimentazione aiuta la malattia?
Perché può contribuire a migliorare la qualità di vita del paziente scompensato semplicemente adottando uno schema alimentare che non è necessariamente fatto di rinunce, bensì di scelte più idonee per la singola persona

Adeguata Alimentazione
Nello scompenso cardiaco, una corretta alimentazione, rappresenta di per se, un atto terapeutico in quanto, riduce e previene i fattori di rischio che sono:

Aterosclerosi
E’ rappresentata dalla formazione di placche lipidiche (depositi di grasso) nelle arterie maggiori quali: aorta, coronarie, carotidi, femorali.
Queste placche aumentano di volume fino ad occludere parzialmente o totalmente un vaso; la loro formazione è favorita da una dieta ricca di grassi (soprattutto di origine animale).
L’occlusione di una o più arterie coronarie, determina la mancanza dell’apporto di sangue ad una o più parti del cuore, causando un danno irreversibile.
Nell’angina pectoris, il danno è reversibile perché momentaneo, abbiamo cioè una sproporzione momentanea fra la richiesta di sangue da parte del cuore e la quantità di sangue che in realtà arriva ad esso.

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Ipertensione
che può causare dapprima ispessimento e poi dilatazione del cuore.

Perché con lo scompenso non digerisci?
Una scarsa irrorazione sanguigna agli organi digestivi associata ad un ristagno di sangue negli stessi, mette a dura prova il tuo apparato digerente, facendoti sentire gonfio, inappetente, causando inoltre, difficoltà nella funzionalità intestinale, si rende pertanto utile valutare la scelta del menù giornaliero secondo la piramide degli alimenti.
Per sapere cosa mangiamo e quindi se mangiamo sano, dobbiamo prima individuare gli alimenti di nostro maggior consumo giornaliero nella piramide alimentare.
Mantenimento del peso corporeo equilibrato
La tipologia di situazioni e relative risoluzioni, le possiamo evincere da quanto segue:
Sovrapeso = ipernutrizione
Comporta un maggior lavoro per il nostro cuore, di conseguenza aggrava la sintomatologia. L’obiettivo sarà ridurre lentamente e in modo graduale il peso corporeo.
Sottopeso = iponutrizione
Riduce ancor di più la funzionalità del cuore, aumenta il rischio di complicanze post-operatorie, diminuisce la muscolatura e quindi la capacità di movimento; genera stanchezza.
L’obiettivo sarà rientrare entro i limiti fisiologici di peso corporeo.
Normopeso:
l’obiettivo è mantenere il peso equilibrato in funzione delle caratteristiche individuali e seguire sempre le indicazioni utili per l’alimentazione

Strategia vincente = piano di alimentazione corretto
Per sapere cosa fare in caso di sottopeso o di sovrapeso nello scompenso cardiaco, dobbiamo prima sapere cosa mangiamo e quindi se mangiamo sano.
Ecco la strategia vincente, perché mangiare sano non vuol dire fare una dieta drastica fatta di privazioni, ma adottare un piano di alimentazione che ci aiuti ad ottenere i nostri obiettivi.

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La valutazione metabolica valuta il peso corporeo rapportato all’altezza ecc.

La Piramide alimentare

Pasta, pane, riso, orzo, legumi
Costituiscono il combustibile ideale per il nostro corpo e per il cervello perché forniscono energia che dura nel tempo e sono ricchi di sostanze nutritive.
Pane e pasta fanno ingrassare se assunti a dismisura, se conditi con intingoli o se accompagnati da altri cibi particolarmente ricchi di calorie.
In realtà un piatto di riso o di pasta integrale contengono molti principi nutritivi, fibre e rappresentano il carburante ideale per il tuo corpo perché brucia lentamente e ti sostiene negli sforzi fisici.
I legumi (fagioli, piselli, fagiolini) sono alimenti con un buon contenuto proteico, possono essere considerati una valida alternativa alla carne.
Ricordati però di cuocerli a dovere perché sono cibi ricchi di scorie e sviluppano aria nell’addome, che gonfiandosi provoca a sua volta la sensazione di mancanza di respiro

Quindi, cereali, pasta (soprattutto se integrale), patate e legumi sono ricchi di fibre, aiutano a mantenere sgombro l’intestino perché formano un residuo che viene trasportato insieme a tutto il suo contenuto.
Questi prodotti, hanno la proprietà di ammorbidire le feci, aumentarne il volume attirarne acqua e quindi prevenire problemi di stitichezza
Limitare: patate fritte, legumi associati a formaggi, uova, carne.

Frutta e verdura
Sono essenziali, infatti sono ricchi di vitamine, sali minerali e di fibre.
Attenzione però al fattore acqua.
Le verdure a foglia larga e verde (es. verza, biede, spinaci) incidono sul l’attività protrombinica, se fai uso di anticoagulanti (sintrom, coumadin). Cerca quindi di mantenere una certa costanza nel consumo di queste verdure (non alternare periodi di abuso a periodi di astensione).

Uova, latticini, carne
Carne uova e latticini sono alimenti proteici e quindi ottime fonti energetiche, ma il tuo corpo ne ha bisogno molto meno di quanto tu creda.
Questi alimenti sono oltre che proteici anche ricchi di grassi, perciò impara a sceglierli con accortezza e non mangiarli tutti i giorni.
Questo non vuol dire che devi bandirli dalla tua tavola anche perché i latticini contengono il calcio che rinforza lo scheletro.

Latte e yogurt
Sono ricchi di proteine e calcio, meglio se scremati o parzialmente scremati;
Limita latte intero, panna, mascarpone perché contengono molti grassi.

Formaggi
Sono ricchi di grassi e proteine e si possono suddividere in 3 categorie:
Formaggi ad alto contenuto di grassi (dal 21% al 40% )
Stracchino, caciocavallo, scamorza, gorgonzola, parmigiano, mozzarella di bufala, pecorino, taleggio. A medio contenuto di grassi ( dal 10% al 20% )
Ricotta di vario tipo, fiordilatte, mozzarella di vacca.
Prodotti caseari che contengono grassi uguali o inferiori al 10% (ricotta o formaggi light)

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Prediligi:
yogurt o latte parzialmente scremato che contiene circa la metà dei grassi di quello intero
formaggi a ridotto contenuto di grassi
Carne pesce e uova
Sono alimenti ad alto contenuto proteico e lipidico.
Preferire carne bianche, carne rossa molto magra, di manzo, vitello o maiale, pesce.
Limitare carne rossa grassa come ad esempio costine, bolliti misti, insaccati, würstel, salsicce.
Consuma:
pollame, pesce e carne magra di manzo o maiale, meglio se cotte alla piastra o alla brace senza l’utilizzo di oli o burro.

I grassi animali aumentano il livello di colesterolo che è una sostanza grassa simile a cera che si deposita sulle pareti delle arterie restringendole ed impedendo il passaggio del sangue. Aumentano il rischio di angina, infarto, ipertensione.
Cibi grassi o zuccherati dovrebbero costituire la parte più piccola della tua dieta anche perché sono il nemico numero uno per chi ha problemi di sovrapeso.

Cibi complessi: torte, insaccati, condimenti
Preferire condimenti di origine vegetale come ad esempio olio di oliva, ancor meglio se usati a crudo.
Nella scelta di questi condimenti ricordatevi che gli oli di semi vari sono più indigesti perché più lavorati.
Limitare condimenti di origine animale ad esempio burro e strutto e margarina

Evita:
carni o pesci conservati (sono salati)
Limita:
la frutta secca (stimola troppo la sete), l’uso del sale, insaporisci i tuoi piatti con spezie ad esempio finocchio, basilico ecc.)
E’ opportuno non superare i 5 grammi di sale al giorno.
Non fare pasti abbondanti, il tuo stomaco non è in grado di sopportare un eccessivo carico di lavoro.
Confronta il tuo tipo di alimentazione con la reale necessità giornaliera. l’apporto deve essere più o meno uguale al fabbisogno, ovvero ciò che introduci deve essere smaltito.
Se rientri in una di queste categorie:
Sovrapeso
riduci la quantità di alimenti introdotti ,fai una scelta in base alla quantità degli alimenti; riduci pane, pasta, zuccheri, carne e formaggi grassi, elimina dolci e bevande gassate. Modifica le tue abitudini comportamentali in base alle possibilità fisiche.
Non affrontare la dieta con spirito negativo o, avvilendoti; segui i consigli dello specialista e fatti aiutare dai familiari
Sottopeso
modifica il tuo schema alimentare aumentando le calorie giornaliere, distribuisci l’alimentazione giornaliera in vari pasti, ad esempio colazione, spuntino a metà mattina, pranzo, merenda, cena.
Diabete e ipercolesterolemia
attieniti ai consigli delle nostre dietologhe e degli specialisti da cui sei seguito abitualmente.
Acqua. Il 60% del peso corporeo è rappresentato dall’acqua.
L’acqua è il solvente fondamentale per tutti i prodotti della digestione, la temperatura corporea, è essenziale per eliminare dall’organismo tutte le scorie metaboliche e permette il trasporto dei nutrienti.
Diluisce le sostanze ingerite per via orale.
L’equilibrio fra il volume dell’acqua in entrata e quello in uscita è regolato dal centro della sete ( nell’ipotalamo, dall’ormone antidiuretico, che agisce sull’assorbimento renale). Il senso della sete aumenta col diminuire del contenuto idrico nel corpo . Nello scompenso cardiaco questo meccanismo viene alterato e il senso di sete non è dato da una effettiva necessita idrica dell’organismo, che generalmente è un eccesso di acqua. Inoltre anche l’assunzione di diuretici aumenta la sete come mangiare salato (salumi, salatini acciughe formaggi stagionati ecc.).

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Fonti Alimentari
Introduciamo l’acqua con bevande e alimenti Ricordiamo che :
la frutta e la verdura ne contengono dal 85 al 95%, e anche un piatto di pasta asciutta ha il suo 80% di contenuto idrico per non parlare di latte, Thè e bibite gassate che oltre all’apporto idrico distendono l’addome provocando un senso di gonfiore. Per il vino dovete considerare l’apporto idrico e quello calorico comunque mezzo bicchiere a pasto non crea grossi problemi.

Fabbisogno
Il fabbisogno giornaliero varia con clima, età, dieta e l’attività. In pazienti con scompenso l’apporto idrico dovrebbe essere ridotto a un 1-1,5 litri al giorno. E’ assolutamente sbagliato credere che si possa bere di più aumentando la dose di diuretico, quindi di aumentare l’uscita.
Alla fine si rischia solo di sovraffaticare i reni e vanificare l’effetto della terapia.
Bisogna creare un equilibrio fra l’acqua introdotta e l’acqua eliminata. Questo equilibrio lo trovi controllando i liquidi introdotti e la diuresi il peso corporeo allo scopo di assumere la minima dose necessaria di diuretico.